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Analisi Funzionali della Ceramica


Introduzione

Per molti secoli l’argilla è stata un materiale privilegiato per la fabbricazione di recipienti ceramici con differenti utilizzi e funzioni.
Questo fatto, insieme alla sua capacità di sopravvivere al trascorrere del tempo la rende il fossile guida di maggiore importanza all’interno della disciplina archeologica. Tra le informazioni che un suo studio analitico può fornire vi sono i dati relativi al contenuto: la ceramica è infatti un materiale poroso che assorbe le sostanze liquide con le quali entra a contatto. Dall’analisi della ceramica è quindi possibile identificare, almeno parzialmente, i residui chimici assorbiti, malgrado il degrado dovuto al passare del tempo e al suo seppellimento, e risalire a ciò che in essa era conservato, cucinato e/o trasportato.
L’analisi dei contenuti delle ceramiche permette perciò di ottenere informazioni sulla funzione dei recipienti, sul tipo e le caratteristiche dell’alimentazione dei gruppi sociali che ne facevano uso, sul modo di stare a tavola, di cucinare, sui commerci (cosa veniva trasportato in che tipi di recipienti e da dove venivano) e quindi più in generale di avvicinarsi al “modo di vita” nel passato.
Tra i diversi tipi di analisi che si possono applicare ai campioni delle ceramiche, all’interno di questo laboratorio si impiegano quelle volte a determinare la presenza di fosfati, acidi grassi e residui proteici, in forma di spot test e in collaborazione con il CIADS, analisi con GC/MS volte a determinare il tipo di acidi grassi presenti nei recipienti.



Bibliografia di riferimento