Potenzialmente tutta la ceramica può essere analizzata con metodi archeometrici con laccortezza di utilizzare i metodi adeguati alle questioni che si intendono risolvere. Solitamente i metodi minero-petrografici si prestano maggiormente alle ceramiche di tipo grossolano, quelli chimici alle ceramiche con impasti fini. Il contributo che le analisi di laboratorio possono fornire allo studio delle ceramiche in archeologia consiste in tre punti fondamentali.
1. Il primo passo che le analisi archeometriche ci consentono di fare è quello di riuscire a dividere la ceramica per gruppi sicuri, permettendo di identificare le composizioni chimiche e mineralogiche dell'impasto studiato e di aggiungere, alla classificazione delle forme, una classificazione basata su criteri scientifici ed intrinseci al manufatto stesso
2. In secondo luogo l'indagine archeometrica può aiutare a determinare la zona di origine dell'impasto, distinguendo tra la ceramica di ambito locale/regionale e quella di importazione.
3. La terza informazione che possiamo ottenere dallo studio archeometrico riguarda la tecnologia del manufatto ed in particolare i metodi di fabbricazione, la miscelazione degli impasti (utilizzo di degrassanti, di chamotte), le temperature di cottura.