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Sezione ceramica del laboratorio di archeometria


Glossario dei termini collegati al ciclo di lavorazione della ceramica

Argilla: materia prima della ceramica, costituita da minerali di vari tipi, rientra nel gruppo delle rocce sedimentarie.
Alcali: sostanze fondenti, come il sodio ed il potassio
Atmosfera: relativa alla camera di cottura della fornace. Può essere ossidante (ricca di ossigeno), riducente (ricca di anidride carbonica) o neutra (nè l’una nè l’altra).
Barbottina: comosto di argilla e acqua molto fluida, utilizzata come “colla” per applicare alcune parti ai vasi (anse, beccucci, versatoi, decori plastici)
Biscotto: il termine indica un prodotto smaltato nel momento in cui non ha ancora nessun tipo di rivestimento, ma ha già subito una prima cottura ad alta temperatura.
Chamotte: terracotta macinata aggiunta all’impasto ceramico nella fase della modellazione per ottenere un composto lavorabile
Combustibile: sostanze adatte per bruciare sprogionando energia termica.
Cottura del manufatto: insieme delle reazioni chimiche e delle trasformazioni fisiche che avvengono quando il manufatto è sottoposto alle alte temperature che si creano all’interno della fornace.
Degrassanti: materia prima complementare delle argille solitamente aggiunta di proposito dal vasaio per trasformare un’argilla che si presenti troppo plastica. Il degrassante per antonomasia è il quarzo.
Essiccazione: fase della lavorazione durante la quale il manufatto perde per evaporazione l’acqua aggiunta durante la modellazione dal vasaio, subendo una contrazione di volume
Foggiatura: procedimento eseguito dal vasaio per imprimere all’argilla una determinata forma. Può essere eseguita con differenti tecniche, a mano, a tornio oppure a stampo.
Fondente: componente che abbassa il punto di fusione dell’impasto ceramico o dello smalto

Fornace: struttura fabbricata per la cottura dei manufatti. Può essere strutturata con due camere separate, una per il combustibile ed una per i manufatti da cuocere (camera di cottura) oppure con una camera sola, nella quale si inseriscono entrambi i prodotti. Del primo tipo se ne trovano svariate differenziazioni (fornace verticale oppure orizzontale).
Ingobbio: rivestimento di tipo argilloso, molto fine, usato per ricoprire il manufatto con uno strato sottile, opaco e poroso. Il suo colore può essere rosso o bianco, secondo il tipo di argilla con il quale viene realizzato.
Maiolica: nome dato alla ceramica italiana con rivestimento a base di smalto stannifero, cotta a 950-1050 C°
Materie organiche: sostanze di origine vegetale od animale presenti nelle argille in quantità variabili.
Metodi di fabbricazione: vedi foggiatura
Punto di fusione: temperatura alla quale la vetrina cruda si trasforma in vetro
Refrattario: insieme dei prodotti che resistono ad alte temperature, utilizzati per fabbricare i componenti del forno o per ceramiche che dovranno subire shock termici.
ritiro: diminuzione nel volume e nelle dimensioni di un manufatto; può avvenire a crudo (ritiro dell’acqua di impasto) oppure a cotto (ritiro dell’acqua intrinsecamente presente nel manufatto.
Smalto: rivestimento a base di ossido di stagno applicato sul manufatto allo stato di biscotto. Lo smalto è coprente ed opaco. Caratterizza i prodotti che prendono il nome di maioliche.
Tecniche di fabbricazione: vedi foggiatura
Tornio: strumento che comprende un piatto rotante azionato manualmente o meccanicamente e utilizzato per modellare i vasi
Vetrina: rivestimento a base di silice ed ossidi di piombo od alcali (vetrine piombifere oppure alcaline) applicato sui prodotti solo essiccati (vetrine in monocottura) oppure sui biscotti (invetriate). La vetrina è trasparente e impermeabile. Può essere colorata aggiungendo ossidi metallici.

Glossario. Le analisi archeometriche applicate alla ceramica

Microscopio a luce riflessa, binoculare
: microscopio che permette di osservare il campione di ceramica ad una serie di ingrandimenti in modo da fornirne una prima descrizione del colore della superficie e dell’interno, della durezza, della tessitura e degli inclusi.
Microscopio da mineralogia a luce polarizzata: La microscopia ottica in luce polarizzata su sezione sottile è la tecnica più comunemente impiegata ed economica per analizzare gli impasti ceramici. L’analisi consente la determinazione qualitativa delle fasi minerali e l’acquisizione di informazioni strutturali.
Massa di fondo: si tratta dell’impasto argilloso che compone l’impasto ceramico.
Sezione sottile: la sezione sottile è una pellicola (4-6 cmq) estremamente sottile (30 micron) di impasto fissata su di un vetrino porta-oggetto mediante un collante. L’analisi richiede in media alcune ore per campione ed è fondamentale per l’osservazione dello stesso al microscopio da mineralogia.
Tecniche distruttive: si indicano con questo termine, in archeologia, le analisi scientifiche che necessitano di un campione di manufatto per essere realizzate.
Tecniche non distruttive: si indicano con questo termine, in archeologia, le analisi scientifiche che non necessitano di un campione di manufatto per essere realizzate.