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Sezione ceramica del laboratorio di archeometria


Evoluzione e Storia della Disciplina

L’analisi archeometrica dei reperti ceramici è finalizzata alla caratterizzazione della tecnologia produttiva dei manufatti, dell’area di origine delle materie prime e delle loro proprietà chimiche e fisiche. A queste finalità si affiancano altre applicazioni dei metodi scientifici allo studio dei reperti ceramici, mirate alla conservazione ed al restauro, alla datazione assoluta ed alle prove di autenticità su manufatti di particolare importanza.
Dal 1958, con la fondazione della rivista “Archaeometry” (Research Laboratory for Archaeology and the History of Art di Oxford), si è avviata una fase di attenzione nei confronti delle discipline di laboratorio utilizzate negli studi di stampo umanistico, soprattutto nel mondo anglosassone.
In Italia la ricerca archeometrica applicata ai manufatti ha avuto ampio spazio negli studi di Tiziano Mannoni che per primo, attraverso le analisi petrografiche della ceramica, ha creato banche dati sui manufatti del bacino del mediterraneo.
L’attività dell’Università di Genova, in particolare della Sezione di Mineralogia applicata all’Archeologia, si data a partire dal 1967.
Dal 1993 è stata fondata l’Associazione Italiana di Archeometria (Aiar) che riunisce archeologi e studiosi di discipline scientifiche. Nelle Università italiane l’archeometria è al momento presente come materia di insegnamento nella facoltà di Fisica e nei corsi di laurea in Conservazione dei Beni Culturali ed in Scienze dei Beni Archeologici.