Massa Metallorum

Nell’alto Medioevo la decadenza dell’antica città etrusco-romana di Populonia, la cui economia era strettamente legata alla lavorazione del ferro proveniente dall’isola d’Elba, e lo sviluppo delle miniere di rame e argento dell’entroterra costituirono lo sfondo di un secolare processo di ridefinizione degli equilibri territoriali, sancito nel secolo XI dallo spostamento della sede vescovile populoniese a Massa Marittima. La nuova città era ubicata ai margini meridionali del territorio diocesano, in una situazione particolarmente fortunata per controllare i giacimenti di metalli preziosi delle Colline Metallifere. Massa Marittima si sviluppò ai piedi del castello di Monteregio, dominio signorile del vescovo, ed attorno all’incrocio di strade che costituisce l’attuale piazza sulla quale si affacciano il duomo ed i più importanti palazzi medievali. Nel 1225 il comune di Massa riscattò i diritti signorili del vescovo e promosse la crescita urbanistica dell’abitato attraverso la fondazione di Città Nuova che occupò il pianoro sovrastante il castello di Monteregio.