Il villaggio
In età longobarda, epoca alla quale risale la sua prima attestazione, Tricase si presentava come un villaggio in cui aveva sede una chiesa dedicata a S. Martino, officiata nell'anno 761 dal prete Orso. La conferma del ruolo di Tricase come polo insediativo e l’acquisizione della funzione di centro di organizzazione territoriale emergono dalla documentazione successiva di età carolingia, quando - ad esempio - nell’807 si parla di "terra Treccasiana" per indicare una confinazione relativa ad un’azienda contadina ubicata presso Pacanico (l'attuale Serra Paganico, a nord di Tricase) e quando nell'847 un abitante di Tricase, il prete Celso, ottenne in concessione le terre possedute dalla chiesa di S.Regolo in Gualdo nella non lontana località di Germiniano.

I diritti sul castello del vescovo di Massa

Solo nel 1099 si ha notizia dell’avvenuta edificazione di un castello, quando alcuni esponenti della casata Aldobrandeschi donarono metà di esso alla Chiesa di Massa; pochi anni dopo, questa donazione fu confermata anche da Matilde, marchesa di Toscana. Tricase rimase un castello vescovile, che nel corso del Duecento fu oggetto di alcune infeudazioni a favore di famiglie magnatizie massetane e di gruppi nobiliari. Una particolare importanza rivestì l’atto di cessione di un quarto del castello, degli uomini e del territorio di Tricase effettuato nel 1263 da Ugolino del fu Sigeri detto "Pecorino" a favore del comune di Massa, dopo che lo stesso Ugolino si era fatto cittadino massetano prestando uno specifico giuramento di "cittadinatico".


I Todini di Massa e lo sfruttamento dei boschi di Tricase

Nel 1282 le fortificazioni del castello erano già abbattute ed il suo territorio, sostanzialmete spopolato, era destinato al pascolo ed allo sfruttamento delle risorse boschive: in quell'anno, infatti, alcuni esponenti della famiglia magnatizia massetana dei Todini detenevano il controllo sulle ingenti risorse boschive locali e, probabilmente, le impiegavano per sopperire alle esigenze delle manifatture minerarie e metallurgiche promosse dalla famiglia e da altri soggetti facenti capo alla città di Massa. Dopo che il castello di Tricase ebbe perduto la funzione di coordinamento territoriale, l'omonima pieve, situata al di fuori di esso, rimase ancora a lungo il punto di riferimento religioso per la popolazione stanziale ed avventizia presente nei dintorni.