La scelta di far coincidere la prima fase della costruzione di un Atlante dei siti ecclesiastici della Toscana medievale con la schedatura dei dati forniti dai registri delle decime pontificie può apparire in molti sensi scontata. Ben note sono infatti le peculiarità e linteresse di queste fonti, in primo luogo per merito di quanti tra il 1932 e il 1942 ne hanno curato la preziosa edizione vaticana cui anche il presente lavoro fa riferimento. Non casualmente del resto proprio il progetto di servire alla costruzione di un atlante storico-ecclesiastico delle diverse regioni italiane fu una delle motivazioni che sostennero fin dal principio lopera di edizione sistematica delle rationes decimarum Italiae. Si tratta, come è ben noto, delle ragioni contabili presentate alla camera apostolica dai collettori diocesani di quellimposta straordinaria sulle rendite ecclesiastiche detta comunemente decima dalla quota dellesazione normalmente fissata che il papato prelevava, con cadenza ormai quasi regolare tra XIII e XIV secolo, per il finanziamento delle crociate o per altri particolari bisogni della Chiesa. Lunghi elenchi, dunque, di enti e benefici ecclesiastici, ordinati diocesi per diocesi e generalmente suddivisi nei due elenchi degli enti esenti e non esenti dalla giurisdizione ordinaria del vescovo, per ognuno dei quali viene indicata di norma lubicazione, la dedicazione e la cifra della tassa pagata o ancora da pagare. Un documento prezioso, la cui ricchezza incontra ora, nella schedatura informatica georeferenziata, lo strumento capace di rendere pienamente ragione delle sue enormi potenzialità per i più diversi aspetti dellindagine storica. Le liste delle tre decime triennali decretate da Bonifacio VIII tra il 1295 ed il 1304, che per sistematicità e per ricchezza quantitativa e qualitativa delle informazioni superano di gran lunga quelle della più antica decima sessennale del 1274-80, costituiscono infatti il più capillare ed esaustivo quadro dinsieme del reticolo degli insediamenti ecclesiastici nel basso Medioevo che una singola fonte possa offrire. Purtuttavia gli oltre 4000 enti ecclesiastici che esse censiscono ed i cui dati sono ora stati acquisiti dal data-base dellAtlante non costituiscono ancora un elenco completo delle chiese e degli istituti religiosi presenti in Toscana in quel periodo. Oltre alle inevitabili lacune proprie di ogni operazione tendenzialmente sistematica, la taxatio beneficiorum prevedeva espressamente dei casi di piena o parziale esenzione dalla decima: questa non veniva ad esempio applicata sui benefici il cui patrimonio imponibile veniva valutato inferiore ad un livello minimo stabilito nel 1274 in sette lire torniesi, così come ne erano esentati quei patrimoni ecclesiastici, o la parte di questi, i cui proventi venivano spesi a sostegno dei poveri o dei malati o di quei religiosi che il voto di povertà costringeva a ricorrere allelemosina. Lacquisizione dei dati delle decime bonifaziane del primo Trecento costituisce dunque al tempo stesso un passo necessario ed un apporto sostanziale in vista della realizzazione di un censimento completo delle presenze ecclesiastiche della Toscana medievale.