Storici ed archeologi discutono sulla sopravvivenza o meno dell’insediamento sparso nell’alto medioevo, in rapporto agli agglomerati rurali.
Per affrontare la questione, suggeriamo una serie di domande alle quali riteniamo possa essere data una risposta storica in termini archeologici.

Quali motivazioni, economiche, sociali o culturali determinarono la fine delle ville romane? Ed inoltre, rispetto alla loro fine architettonica, quale fu l’evoluzione delle proprietà?
Che significato assumono le differenti tracce di continuità (attività produttive, strutture povere, sepolture, edifici di culto) nell’area di una villa e quali sono le loro rispettive interrelazioni?
Quali strumenti archeologici possiamo utilizzare per comprendere queste tracce che sovente hanno una scarsa visibilità?

Alcuni studiosi hanno d’altra parte rimarcato come il concetto di villaggio implichi, nell’alto medioevo, la presenza istituzionale di una cappella e di un cimitero, o quantomeno di un riferimento all’organizzazione fiscale.
È possibile riconoscere archeologicamente un centro nel quale si svolgono attività di tipo pubblico o comunitario rispetto alle abitazioni di individui dipendenti, che sfruttano il territorio circostante?
Fino a che punto la presenza di una sede istituzionale, sia essa ecclesiastica o laica, si traduceva in un’organizzazione gerarchica del sito, con alternanza di spazi pubblici e di spazi privati, e delle architetture?
Come interpretare la funzione dei villaggi? Ospitavano liberi contadini, sfuggiti al controllo dei ricchi proprietari, o, al contrario, costituivano l’espressione più marcata del controllo del territorio da parte delle aristocrazie?
E se preferiamo la prima ipotesi, attraverso quali meccanismi questi abitati divennero sede privilegiata del potere, prima di un centro curtense e in seguito di una signoria territoriale legata ai castelli?
La scelta di un sito d’altura fu dettata dal desiderio di riconoscibilità e distinzione o fu invece espressione dello sfruttamento delle risorse divenute centrali nell’economia dell’alto medioevo: il bosco, il pascolo, la palude?

D’altra parte, queste trasformazioni avvennero in un periodo nel quale l’Impero di Occidente ebbe fine e si affermarono i regni romano-germanici. Quale fu l’impatto di queste vicende sull’evoluzione dell’insediamento?

Questi temi verranno discussi in relazioni introduttive e presentando i risultati delle più recenti indagini condotte su scala regionale.

Il seminario è inserito nel progetto dell'Ecole Française de Rome e del’Università di Padova sulla società e dell’economia nell'Alto Medioevo in Italia, i cui risultati verranno presentati in un convegno internazionale, che si terrà a Padova nel febbraio 2005. Questa possibilità di collegamento evidenzia l'alto livello scientifico del convegno, e ne favorisce un'ulteriore pubblicizzazione.

Gli atti del convegno verranno pubblicati nella collana " Documenti di Archeologia ", comprendente pubblicazioni specialistiche riguardanti tematiche dell'archeologia medievale e diffusa in ambito universitario e scientifico.