Laboratorio di Bioarcheologia

Laboratorio di Bioarcheologia
Gruppo di lavoro: 
Manuele Putti (responsabile laboratorio)
Valentina Galante
Cosimo Giachetti
Martina Livi

Sezione  di archeologia ambientale:
Nel laboratorio sono presenti tutti gli strumenti per l'analisi dei resti osteologici animali: strumenti per la misurazione, banca dati per l'archiviazione, la gestione e l'interrogazione dei reperti studiati, collezioni di confronto per il riconoscimento tassonomico e tafonomico. La collezione è composta in parte da vere e proprie ossa in parte da fedeli riproduzioni realizzate tramite calchi; per ognuna delle principali specie animali domestiche e selvatiche sono presenti tutte le ossa dello scheletro nonché intere dentature così da poter usufruire di un confronto diretto per il reperto individuato da scavo al fine di identificarne natura e specie.

Nella sezione botanica sono disponibili due micorscopi ottici stereoscopici (ingrandimenti fino a 50X) utilizzati per l'identificazione dei resti botanici provenienti da contesti archeologici. In particolare un microscopio con ingrandimenti fino a 10X viene utilizzato per i resti carpologici identificabili grazie alle caratteristiche anatomiche macroscopiche, l'altro per i resti lignei carbonizzati (antracoresti) che necessitano di un maggior ingrandimento per potere studiare le caratteristiche microscopiche della struttura del legno, unici elementi identificativi univoci. Entrambi i microscopi sono dotati di apposita macchina fotografica capace di realizzare immagini ad alta definizione di quanto osservato tramite le lenti. Per entrambi gli ambiti sono presenti collezioni di confronto ed atlanti delle specie: la parte carpologica è composta da semi e spighe di tutte i cereali utilizzati dall'uomo fino alla fine del medioevo, dalle principali tipologie di legumi e dagli endocarpi di numerosi frutti; questa collezione non prevede al momento la carbonizzazione dei reperti poiché l'identificazione si effettua su caratteristiche macroscopiche osservabili in egual modo con o senza carbonizzazione. La parte di collezione xilologica ed antracologica è composta dal legno e dai carboni delle principali specie arboree presenti nella toscana meridionale; in questo caso la carbonizzazione è necessaria poiché per osservare le caratteristiche anatomiche del legno l'unica alternativa alla carbonizzazione sarebbe la realizzazione di sezioni sottili da osservare tramite microscopio a luce riflessa con un processo per la realizzazione del campione più complesso; inoltre nel caso del legno il confronto diretto tra il pezzo carbonizzato proveniente da contesto archeologico e l'equivalente della collezione di confronto rende più semplice l'identificazione rispetto all'utilizzo della sezione sottile (dove però è in senso assoluto più semplice cogliere le caratteristiche anatomiche del legno).

Il laboratorio è inoltre dotato di una macchina per la dendrocronologia (Dendrocronotab) capace di registrare con precisione microscopica la dimensione degli anelli di accrescimento degli alberi, di trasporli su un apposito software ed elaborarli in curve utilizzabili all'interno dello stesso software o esportabili; è inoltre disponibile un succhiello di Pressler, un piccolo strumento capace di ottenere carote da alberi in vita o da elementi lignei di ogni genere senza comprometterne l'integrità (ad esempio travi o altri elementi costruttivi); tali carote sono poi studiabili tramite la Dendrocronotab.

Altro strumento presente è un fornetto professionale per la carbonizzazione del legno utilizzato per creare la collezione di confronto utilizzando le specie arboree presenti attualmente nell'area dei contesti archeologici studiati.

Nel cortile esterno è inoltre in funzione una macchina flottatrice utilizzata come strumento più avanzato rispetto alla setacciatura a secco per separare il sedimento terroso dai resti archeobotanici attraverso la flottazione nell'acqua.

 

Strumentazione:
La strumentazione si compone di microscopi per l’analisi e la documentazione dei reperti, un microscopio ottico a luce riflessa  munito di contrasto interferenziale con ingrandimenti  a 100x, 200x e 500x e uno stereomicroscopio con ingrandimenti da 6,3x a 57x, di computer per la catastazione dei dati emersi dalle analisi su appositi database costruiti ad hoc per i rispettivi settori di ricerca, di calibri e truschini per la raccolta dei dati morfometrici, di un fornetto per la creazione e implementazione della collezione botanica, di un apparecchio per la datazione dendrocronologica corredato di software per la lettura dei dati; infine, di setacci ed altri strumenti per il recupero degli ecofatti sui cantieri archeologici.

 

Sezione di antropologia fisica
In questa sezione del laboratorio si effettuano, lavaggi, restauri e riassemblaggi di reperti osteo-archeologici umani. Questo approccio permette di utilizzare successivamente dei protocolli antropometrici di misurazione per la  ricostruzione del profilo biologico degli individui studiati (età, sesso, statura, sviluppo muscolare, patologie ecc.). Come per ogni altro reperto i risultati delle analisi effettuate vengono inseriti all'interno di un archivio informatico per la gestione e l'interrogazione dei dati. La collezione è composta da numerosi individui ritrovati in varie campagne di scavo ed è in constante ampliamento. Nei prossimi mesi la sezione si arricchirà di strumentazione per la realizzazione di misure antropometriche.