Università degli Studi di Siena

Castello di Montarrenti - Le capanne

Montarrenti nasce come villaggio di capanne tra la metà del VII e la metà dell’VIII secolo, per poi diventare centro curtense di raccolta dei prodotti agricoli in età carolingia.


Le fasi più antiche di occupazione mostrano la presenza di capanne di forma ovaleggiante che si dispongono su tutta la superficie del rilievo collinare ed il villaggio sembra circondato da due palizzate lignee a difesa della parte bassa e alta del rilievo e quindi, probabilmente, già gerarchizzato.


Tra metà VIII e IX secolo si assiste ad una trasformazione dell’area di sommità: la palizzata è sostituita da un muro in pietra legato da malta, mentre le capanne sono a loro volta soppiantate da un grande magazzino di forma rettangolare.

L’area sommitale sembra destinata non solo alla raccolta delle derrate agricole, ma anche alla loro lavorazione (rinvenimento di una macina e di un piccolo fornetto per l’essiccazione delle granaglie).



Queste trasformazioni suggeriscono la presenza a Montarrenti di un esponente della signoria fondiaria, capace di definire il nuovo assetto economico del villaggio accentrando i beni (i prodotti agricoli) e le strutture di servizio nella parte alta della collina, cinta ora da mura di pietra.

Sembra plausibile identificare il centro di una curtis cum clausura, cioè di un nucleo insediativo e di raccolta, dotato di strutture difensive a controllo della ricchezza.


Probabilmente nella seconda metà del IX secolo il grande magazzino va a fuoco. L’area sommitale continua però ad essere frequentata, attraverso nuove strutture lignee che non sembrano rispettare i limiti del muro di cinta in parte probabilmente crollato.


Tra X e XI secolo si assiste ad un’ulteriore trasformazione: l’intera collina torna ad essere occupata da strutture in legno o in tecnica mista, mentre la parte sommitale viene delimitata da un nuovo muro di cinta in pietra.