Università degli Studi di Siena

Rocchette Pannocchieschi - Notizie storiche

Prima del XII secolo non si conoscono testimonianze storiche, ma un atto dell’826 cita un Simprando filio qd.Saxi “de Trifonte” che sembra attestare l’esistenza di un nucleo insediativo dove più tardi sorgerà il castello.


Nella seconda metà del XII secolo ad una rocca si affiancava una chiesa castrense, dipendente dal vescovado di Volterra; i fondatori della Rocca furono probabilmente elementi dell'entourage dei conti Pannocchieschi, che dovettero agire in sintonia con il vescovo di Volterra.




Sigillo della comunità di Rocchette (1327) conservato presso il Museo Nazionale del Bargello (FI).

Testimonianze documentarie eterogenee attestano come negli anni ‘30 del Duecento il controllo signorile esercitato dai Pannocchieschi conoscesse i primi sintomi di una crisi (emigrazione verso il vicino centro urbano di Massa, all’epoca in forte espansione).


La crisi dei poteri signorili doveva legarsi ai problemi della riorganizzazione dell’estrazione e della lavorazione dei minerali, che richiedeva investimenti sempre nuovi e risultava vantaggiosa solo a scale di intervento sempre maggiori.

Nel tentativo di adeguarsi alle nuove necessità di mercato, negli anni ‘60 del Duecento i signori della Rocca acquisirono diritti sulle miniere del vicino castello di Cugnano. Tale operazione non valse comunque ad arginare la crisi produttiva, anche per l’incapacità e l’impossibilità di allestire opifici metallurgici che sfruttassero l’energia idraulica.


Tra il 1298 e il 1315 Massa riuscì ad assicurarsi il controllo su Rocchette acquistandone quote di proprietà. Ora la documentazione sul castello diviene più ricca, consentendo considerazioni sul paesaggio agrario.


Forse le iniziative di ripopolamento condotte dal comune di Massa, per gli anni ‘40 del Trecento, erano improntate ad una organizzazione agraria a "terroir" con poderi facenti capo a famiglie contadine residenti nel castello. La documentazione attesta comunque, anche dopo la crisi demica di metà del Trecento, la persistenza di una comunità nel castello, interessata, tra l’altro, al restauro della propria chiesa.


Testimonianze di un abbandono definitivo di Rocchette sembrano risalire solo al 1443.