Università degli Studi di Siena

Rocchette Pannocchieschi - Un bollo etrusco (a cura di Andrea Ciacci)

A. Ciacci, Un bollo doliare etrusco da Rocchette Pannocchieschi, Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Siena, 21, 2000, pp. 71-81; scarica l'articolo in formato pdf (569 Kb)

Nel corso della campagna di scavo del 1997 all'interno di uno strato di crollo che copriva e livellava uno strato di scorie medievale, è stato rinvenuto erratico un frammento dell'orlo di un grande vaso in terracotta che presenta, nella parte superiore, un bollo con iscrizione etrusca. La parte inferiore del frammento presenta evidenti tracce di lavorazione eseguite con uno strumento a punta attribuibili ad uno scalpello utilizzato per l'asportazione dal corpo del vaso.




La conservazione per intero del bollo non sembra pertanto casuale ed è verosimilmente attribuibile alla presenza dell'iscrizione che potrebbe aver costituito motivo di curiosità e proprio per quello essere stata conservata.

Il bollo, che non presenta particolari problemi di lettura, consiste nella formula onomastica:
l.velani.puina


L'alfabeto presenta, pur nella diversità della matrice, strette analogie con quello presente sul bollo laterizio v.supni.v.velanial proveniente da Serrazzano (o Lustignano), località non distanti da Rocca Pannocchieschi.

Il bollo è inseribile nell'ambito dei primi decenni del I secolo a.C., coincidente quindi con la cronologia del bollo laterizio. La formula onomastica, composta dai tria nomina tutti al nominativo con il praenomen l(arq) o l(aris) abbreviato, identifica un personaggio libero.


Tanto il nomen quanto il cognomen della formula onomastica identificano singole gentes di spicco dell'aristocrazia volterrana ed evidenziano, nella loro associazione, saldi vincoli di parentela tra i velani e i puina ed altre famiglie dell'aristocrazia volterrana della prima metà del I secolo a.C.

Il bollo doliare e quello laterizio, a fronte di una documentazione epigrafica che vede soprattutto il ceto servile impegnato nelle attività produttive, evidenziano in modo inequivocabile un coinvolgimento in prima persona anche dei domini nell'attività di produzione della ceramica, contribuendo ad alimentare domande e spunti di riflessione attorno alla presenza dell'aristocrazia di Volterra nell'ager.