Università degli Studi di Siena

Rocca di Scarlino - XII - X secolo a.C.

Le testimonianze più antiche della presenza di un abitato sulla sommità del colle attualmente occupato dal castello di Scarlino risalgono alla tarda età del bronzo (secoli XII- X a. C.).


Nell'area interna alla cortina muraria trecentesca sono stati individuati i resti di due capanne (estremità meridionale e nord-orientale).

All'esterno delle mura castellane si trovavano invece delle strutture per la conservazione delle derrate alimentari, definite da paletti lignei di piccole dimensioni.

Le abitazioni furono distrutte da un incendio, come testimoniano strati di bruciato e tracce di combustione rinvenute anche sui livelli di vita.


I dati archeologici permettono la ricostruzione del tipo di capanne presenti nella tarda età del bronzo sul colle di Scarlino: sostenute da pali di dimensioni piuttosto modeste ed irregolari, avevano una base costituita da un muretto a secco, mentre le pareti e la copertura erano costruite con legni sottili impastati con terra argillosa e paglia.

L'abitato era probabilmente delimitato da un circuito di mura a secco, come dimostrano i depositi di pietrame di notevole pezzatura, posti sul lato est dell'altura.
Dopo alcuni secoli di abbandono la zona risulta di nuovo occupata in età etrusco-arcaica . Pur non essendo state rinvenute tracce di frequentazione abitativa, è stata evidenziata la presenza di un'attività produttiva collegata alla riduzione del minerale di ferro, l'ematite dell'Isola d'Elba, la cui durata è circoscritta al VII- VI secolo a.C.