Università degli Studi di Siena

Rocca di Scarlino - IV - II secolo a.C.

La fase insediativa premedievale caratterizzata da maggiori evidenze monumentali è senz'altro quella relativa all'impianto di un'imponente fortezza in sommità e naturalmente difesa, dominante il golfo di Follonica e l'isola d'Elba.


Si tratta di un complesso di circa 1500 mq, databile tra il IV ed il II secolo a.C., costituito da ambienti quadrangolari forse disposti attorno ad un vano centrale di raccordo, racchiusi sul lato sud-est da un grande muraglione di oltre due metri di spessore (aree I e II).


Altre costruzioni di assetto e funzione imprecisabile erano localizzate più ad ovest, oltre il circuito dell'attuale Rocca trecentesca (area III).


Le murature, conservate solo in fondazione, erano caratterizzate dall'impiego di grandi pietre non lavorate miste a pezzame, accostate senza uso di legante.

Degli elevati manca qualsiasi traccia, sebbene lo strato argilloso giallastro che è stato individuato in corrispondenza di tali murature, possa essere interpretato come disfacimento di pareti in pisé , realizzate con un impasto di argilla omogenea, paglia tritata, ghiaia e ciottolame battuto entro casseforme.

La tipologia edilizia cui ci possiamo riferire per il complesso scarlinese è quella delle fortezze d'altura indagate all'isola d'Elba (Monte Castello di Procchio, Castiglione di S. Martino), ma segnalate, per il medesimo orizzonte cronologico, anche in altre realtà regionali (nel senese: Cetamura del Chianti, Cetamura della Berardenga, La Pietraia).


Evidenze assai più modeste, rappresentate da alcuni livelli pavimentali e materiale ceramico residuo nei contesti medievali, testimoniano una fase di occupazione del sito in età tardo- repubblicana e giulio- claudia. Successivamente vi è un ampio "vuoto" di attestazioni che copre interamente l'epoca tardoantica e, in parte, altomedievale.