Università degli Studi di Siena

Rocca di Scarlino - XI - XIII secolo

Tra l'XI e il XII secolo l'insediamento subisce un rinnovamento urbanistico e un evidente miglioramento delle tecniche costruttive.

I nuovi edifici vengono costruiti interamente in muratura, con conci squadrati e spianati posti in filari orizzontali regolari, giunti più sottili e leganti di migliore qualità.


La documentazione scritta, risalente al 1277, anno in cui i Conti Alberti cedettero i diritti signorili sul castello di Scarlino al comune di Pisa, ci fornisce indicazioni su di una serie di edifici, tra cui alcuni parzialmente distrutti, forse in seguito alla ribellione di Scarlino al Comune stesso.

Tra le strutture ricordate, nel castello compaiono la "domus communis" con la propria "curia" e la "curia comitis", residenza amministrativa dei conti Alberti.


Una terza opera edilizia , anch'essa di notevoli dimensioni (m 12.50 x 8.25) situata nella zona orientale della collina, interessa un'area precedentemente occupata da capanne, poi ristrutturate con tecnica "mista" (legno e muratura).


La chiesa viene quasi totalmente demolita e ricostruita, prolungando verso est i muri perimetrali e costruendo una nuova abside che risulta quindi spostata nella zona orientale. Si realizzano inoltre una nuova pavimentazione ed il basamento per un altare.


Ad est della chiesa l'edificio altomedievale, del quale si riutilizza solo il lato meridionale, viene sostituito da una struttura a pianta quadrata con funzione forse di battistero, collegato all'esterno della chiesa con una scalinata.


Lo spazio circostante la chiesa continua ad essere utilizzato come area cimiteriale, in cui sono state individuate alcune deposizioni in fossa terragna.

Ricostruzione del castello di Scarlino tra XI e XIII secolo

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