Università degli Studi di Siena

Scavi urbani a Siena > Fonti di Follonica

Ricostruzione 3D delle Fonti di Follonica nel XIV secolo - click per ingrandire

Il governo senese dedicò tra XIII e XIV secolo un'attenzione tutta particolare alle fonti e agli acquedotti soprattutto in considerazione del fatto che la città, priva di corsi d'acqua naturali, aveva un approvvigionamento idrico particolarmente difficoltoso.

Le più antiche notizie che si conoscono sugli acquedotti senesi risalgono al 1226, anno in cui è nominato per la prima volta un "bottino".
Questi condotti sotterranei erano mattonati al loro interno per garantire condizioni igieniche migliori, e avevano dimensioni notevoli.
La rete degli acquedotti che servivano le varie fonti della città era alimentata dalle vene delle zone vicine a Siena.

Ogni fonte senese si componeva di più bacini con nomi e forme diverse secondo l'uso a cui erano destinati.
Alla prima vasca, la fonte vera e propria, si attingeva l'acqua, la seconda alimentata dal “trabocco” della prima serviva come abbeveratoio per gli animali ed era solitamente situata ad un livello inferiore allo scopo di evitare l'inquinamento della precedente; nella terza ed ultima vasca, il lavatoio, venivano lavati i panni.
Riconvogliando di volta in volta il “trabocco” in una vasca o in condotto vicino si razzionalizzava l'utilizzo dell'acqua a disposizione.