Università degli Studi di Siena

Castello di Montefiesole - XIII secolo

Il circuito murario delimitava l’estremità nord del poggio e si adattava alla sua conformazione naturale. Il muro ha un andamento vagamente ellissoidale e paramenti costituiti da conci sommariamente squadrati di calcare alberese di grandi e medie dimensioni.

La muratura, organizzata su filari orizzontali e paralleli, presenta un nucleo costituito da ciottoli, bozze e scaglie di lavorazione dell’alberese, legati con abbondante malta di colore grigio chiaro e coesione generalmente abbastanza tenace.

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Nell’area ad ovest della torre di X secolo sono stati messi in luce piani di calpestio, costituiti da terra mista a malta, che si appoggiavano al muro ovest della torre, databili all’età bassomedievale (XIII-XIV secolo).

I tre ingressi della torre (1 m di larghezza) furono tamponati in un secondo momento e l’angolo sud-est della torre nord fu contraffortato.



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All’interno della torre sono stati asportati strati di crollo, costituiti da terra mista a pietre di varie dimensioni e da piccole lastre di arenaria.
I livelli di abbandono coprivano una pavimentazione in malta e gesso di colore grigio chiaro, relativa all’ultima frequentazione del castello (XIII-XIV secolo).

La seconda fortificazione individuata presenta una forma curvilinea, adattandosi alla conformazione della collina; il muro si appoggia, sia a nord che a sud, alla precedente cinta muraria, estendendo di poco lo spazio interno e consolidando notevolmente le difese castellane.

Probabilmente nello stesso momento gli ingressi delle due torri furono tamponati e l’angolo sud-est della torre nord fu contraffortato.




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Quest’opera di ristrutturazione avveniva nel momento in cui il vescovo diventava il più grande proprietario di terre nel contado fiorentino: nel 1227 acquistava, con l’aiuto finanziario del comune di Firenze, il distretto guidingo di Monte di Croce, Galiga e Monterotondo e controllava in pratica tutto il territorio attuale di Pontassieve; nel 1229 nominava un podestà che doveva controllare la zona di Montefiesole, Vico e Pievecchia.

In questo periodo il comune di Firenze mirava infatti ad un indebolimento della presenza della signoria laica nel contado, giudicata più pericolosa rispetto alla feudalità vescovile.