Università degli Studi di Siena

Castello di Montefiesole - X secolo

Il muro duecentesco si appoggiava sia a nord-est che a nord-ovest ad un muro di cinta precedente, diverso nelle dimensioni e nell’orientamento.

Si tratta di una struttura muraria conservata in elevato (1,40 m di spessore), con orientamento est-ovest e lunghezza pari a 35 m, che nell’angolo nord-ovest e in quello nord-est si legava a due muri, orientati perpendicolarmente, con i quali formava una fortificazione di forma rettangolare.





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La fortificazione si legava nella parte centrale del muro nord ad una torre a pianta quadrata (6 m di lato) con tre ingressi (1 m di larghezza).

Le murature appartenenti a questa fase presentano caratteristiche simili: i paramenti sono organizzati in corsi sub orizzontali e sub paralleli, con frequenti zeppature in giunti e letti di posa e tessitura muraria irregolare; le bozze utilizzate sono spaccate e non risultano lavorate. Il nucleo è formato da ciottoli e pietre legate da malta di colore grigio, dilavata.

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L’assenza di una simile apparecchiatura muraria negli edifici ecclesiastici e civili di XI e XII secolo, presenti nell’area compresa tra la val di Sieve ed il Valdarno di sopra, fa propendere per una datazione anteriore all’età romanica.

Il ritrovamento di due frammenti di beccuccio di un boccale di ceramica a vetrina pesante (‘Forum ware’) di colore verde oliva, databile tra IX e X secolo, sembra confermare, allo stato attuale delle indagini, questa datazione. Sebbene i frammenti siano stati rinvenuti negli strati di abbandono bassomedievali.


E' stato fatto un saggio in profondità per verificare la complessità e la diacronia del deposito: è stata identificata la fossa di fondazione del muro ovest della torre.





Quest’opera di ristrutturazione avveniva nel momento in cui il vescovo diventava il più grande proprietario di terre nel contado fiorentino: nel 1227 acquistava, con l’aiuto finanziario del comune di Firenze, il distretto guidingo di Monte di Croce, Galiga e Monterotondo e controllava in pratica tutto il territorio attuale di Pontassieve; nel 1229 nominava un podestà che doveva controllare la zona di Montefiesole, Vico e Pievecchia.

In questo periodo il comune di Firenze mirava infatti ad un indebolimento della presenza della signoria laica nel contado, giudicata più pericolosa rispetto alla feudalità vescovile.

La prima fortificazione medievale aveva quindi una forma rettangolare (35 x 47,5 m ca.).
Al centro dei lati corti sud e nord si trovavano rispettivamente due torri, che presentavano entrambe un ingresso sul lato esterno.
La tecnica muraria riscontrata nella cinta muraria e nella torre sembra essere databile, in fase preliminare, ad un periodo antecedente all’XI secolo.




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Prima frequentazione del poggio tra il IX ed il X secolo.
Non sappiamo a chi appartenesse l’insediamento in questo periodo; la presenza vescovile nel plebato di Montefiesole è attestata soltanto dalla metà dell’XI secolo.
Si può solo affermare che molte donazioni fatte nella zona al vescovo di Firenze, tra XI e XII secolo, provengono da alcuni discendenti della famiglia dei “nipoti di Ranieri”.