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Scavo del Castello di Miranduolo

Fotoaerea del cassero del castello di Miranduolo

Scavare castelli significa analizzare una forma insediativa vincente e duratura, a tal punto che chiunque pensi al medioevo, immediatamente focalizza l’immagine di cinte murarie, torri, ponti levatoi, fossati, cavalieri e assedi. L’immaginario collettivo individua nel castello una delle icone principali dell’Europa medievale.

Lo scavo di Miranduolo si inserisce nella vasta serie di indagini archeologiche su questa tipologia insediativa, condotte dall’area di Archeologia Medievale dell’Università di Siena nella Toscana centro-meridionale sin dagli anni ’80 del secolo scorso.

Nello specifico, le indagini in Val di Merse avevano già avuto inizio con il progetto Montarrenti, nel comune di Sovicille, coordinato dall’ateneo senese e dall’Università di Sheffield.
Questo cantiere, insieme a quello più o meno contemporaneo della Rocca di Scarlino nel grossetano, ha mostrato come, al di sotto dei depositi castellani, si identifichino sovente storie di vita molto più antiche di quanto testimoniato dai resti monumentali ancora visibili.

 

Il sistema di gestione e consultazione dello scavo di Miranduolo si basa su un “doppio binario” costituito dal sito web e da un profilo Face Book/Twitter.
Le pagine web propongono la conoscenza acquisita e l'intero dbms (us, reperti, strutture ecc.) interrogabile, anche in relazione al webgis aggiornato al momento in cui lo si consulta, i resoconti giornalieri delle attività di scavo, le immagini, i video, le novità.

I social network informano in tempo reale delle operazioni di scavo e delle ipotesi di lavoro e interpretative, delle strategie di scavo via via decise o modificate, le motivazioni ecc. In definitiva si tratta dello svolgimento ora per ora dello scavo e della gestazione delle informazioni, mettendo a nudo il processo di produzione della conoscenza.
Il sito web dedicato allo scavo non è e non vuole essere un duplicato in bella copia della bacheca FB, ma è studiato per essere consultato in simbiosi e vicendevolmente con la pagina Facebook e l'account Twitter (ed in più il canale Youtube, Evernote, e l'account Flickr) .

 

Si vedano in dettaglio i seguenti saggi:
- La "live excavation" di Marco Valenti
- Lo scavo 2.0: il sito Internet di Miranduolo (Chiusdino, SI) di Luca Isabella
- Lo scavo 2.0: tablet e gestione live dei dati di Vittorio Fronza
- Sistemi leggeri di valorizzazione e musealizzazione (l'esperienza LIAAM) di Mirko Peripimeno

 

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