1004: Prima attestazione del castello. Nell’atto di donazione emesso dai conti Willa e Gherardo Della Gherardesca in favore dell’abbazia di Serena, da loro fondata all’interno del castello di Serena, compare nell’elenco delle proprietà donate il "castello de Miranduolo cum Ecclesia Sancti Iohanni Evangelista cum curte" (ASF, dipl.Vallombrosa)
1125-1133: In questi anni viene pesantemente coinvolto nel conflitto sorto fra i vescovi volterrani e i conti.
E’ scenario di almeno un violento episodio bellico che causa ai signori pesanti perdite in armi e cavalli; fra le clausole della pace del 1133 viene previsto un cospicuo risarcimento in denaro per i danni subiti: "Laudamus etiam atque precepimus ut pro equis et armis in Miraldolo perditis triginta libras Lucensium monete Gene comitisse episcopum reddat" (ASF, n.5: 24 Settembre 1133)
Non è possibile valutare i danni materiali subiti dalla struttura: è da respingere la tesi del Vatti in merito alla totale distruzione del castello formulata sulla base di un’erronea attribuzione al Miranduolo del passo del lodo di pace in cui si scrive "castrum Irene non ulterius edificetur" (in questo caso, si parla chiaramente del castello di Serena).
24 Settembre 1133: Lodo di pace fra i conti Gherardeschi ed il vescovo di Volterra. Dei castelli oggetto di contesa, Miranduolo è l’unico di cui i discendenti di Ugo di Guido II conservano il pieno possesso; chiaramente non viene considerata la donazione del 1004, in base alla quale i diritti sul castello spettano invece all'abbazia di Serena.
19 Dicembre 1178: Tedice, conte di Frosini, concede al comune di Siena la metà del castello di Miranduolo e tutte le cave e le argentiere comprese nelle sue pertinenze.
"Nos Tedicius, comes de Frosine f. Ugolini comitis pro Baviero, Tedicengo, Guerriero filiis et pro Ugolino de Strido, et ego Ugolinus Pepi similiter comes de Frosine donamus toti comuni Sene per manus Baruffe f. gregorii nunc existente consule et rectore civitatis et Fortearrigi Adelardi consule et rectore electo et Rainerii Montonis electo consiliario nomine sociorum suorum med. Castri Miralduolo vocati, hominum ibi manentium, totius iuris et actionis in Monte Beccario, argentarium et omnium generum metallorum infra dictos fines (…) Adiuvabimus comune Sen. habere med.argentarie seu alterius generis metalli, que ibi nunc est vel quam nos vel comune Sen. vel quilibet alius ibidem inantea invenerit; aliam med. nomine nostro debemus habere. Volumus, quod Cactaneus de Monte Arrenti et Gualandus et Bonusaccorsus de Suvicille sint castaldiones argentarie.(…)" (RS, n.286 pp.107-108)
1187: Per contrastare la donazione di Tedice in favore di Siena, il vescovo di Volterra fa in modo che Papa Urbano III confermi all’abbazia di Serena il possesso delle terre donatele nel 1004.
1191: Vengono confermate al vescovo Ildebrandino il possesso di tutte le proprietà inserite fra i confini di Sovicille e Tocchi, ivi comprendendo anche il monastero e quindi, tutto il suo patrimonio.
"Ricovero, abbas S.Maria di Serena per permutationem trado Ildebrando Vult. ep. medietatem castri de Miranduolo, patronatus ecclesie castri et alterius S. Cosme et Damiano" (RV, n.231)
"Abbas S.Mariae de Serena promisit Ildebrando. episcopus Vulterranensis se aliam med. castri de Mirandolo nulli nisi episcopo velle vendere, pignorare, infeare." (RV, n.232: 13 Febbraio 1191)
18 Dicembre 1193: In seguito ai primi contrasti con la Repubblica senese, il vescovo rinuncia al controllo sul castello e restituisce tutti i diritti ai conti (raggiunto con gli atti del 1187 e del 1191), rescindendo il contratto del 1191.
"Ego Ildibrandinus Vult. ep.... Rescindam comperam seu cambium que feci de Miranduolo ab abate de Serena: si comites voluerint Mirandolum rehedificare, permittam eis, et mobilia perdita in Miranduolo emendabo ad dictum Montanelli et Guaschi." (RS, pp.143-144; KI c.376v)
L'espressione, contenuta nella cessione ai signori "si comites voluerint Mirandolum rehedificare, permittam eis", palesa che la struttura del castello è già fortemente compromessa se non addirittura distrutta; non si hanno però indicazioni più ampie in proposito.
1202: I conti si rivolgono ancora a Siena, rinnegando tutti i patti contratti con la sede volterrana dopo il 1178
"Ego Ugolino de Strido iuro ... nec vendidi nec permutavi nec alio modo alienavi vel obbligavi id quod habeo ad Frosinem vel in eius curte et id quod habeo ad Mirandolum vel in eius curte in totum vel in partem, nec aliquo ius quod in his habeo... Ildebrando episcopo vulterrrano nec alteri persone pro eo aliquo modo..." (CV, vol.I, p.104)
Seconda metà XIII-Prima metà XIV secolo: I Gherardeschi, estranei ormai da obiettivi politici in questa zona, si liberano progressivamente delle loro proprietà a favore della famiglia Cantoni di Montieri. La famiglia Cantoni, a pochi anni di distanza, cede l'intero patrimonio ai Broccardi; questi a loro volta nel 1336-1337 passano tutto in mano al comune di Montieri che, dopo l'acquisto delle quote possedute da privati di Chiusdino e Greppoli, diventa unico proprietario dell'ormai podere e del suo distretto territoriale. Le cessioni di terre riguardano tutta l'estensione del territorio di pertinenza del castello che era definito a sud da Fogari, a sud-ovest da Cusa, attualmente in comune di Montieri ed a nord dal castello di Serena.
Dalle dinamiche del primo ciclo di vendite possiamo ricavare alcune tracce del tipo di gestione economica esercitata dal signore: ha un controllo diretto sulla struttura materiale del castello e sul potenziale di risorsa, che egli cede in prima persona, ma non compare (o compare limitatamente) nelle vendite di quote fondiarie del territorio di pertinenza. Questo fenomeno testimonia forse gli effetti di una gestione della terra delegata a lavoranti a contratto; per il perpetuarsi degli accordi nel tempo, possono essere divenuti titolari di fatto del terreno, o per un allentamento del controllo del signore o addirittura per consuetudine.
Seguono Estratti da “Spoglio dei documenti e memorie del Comune di Montieri”, n XLIV, n.XLII
15 Luglio 1255: Buonristoro del fu Burnacchio di Rustichino da Ciciano vende ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo un terreno lavorativo presso Miranduolo in località Chiasso del Miranduolo.
7 Gennaio 1257: Ristoro del fu Burnacchi da Ciciano vende ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo un terreno lavorativo in parte ed in parte vignato in piano di Miranduolo in località Le Vigne Pincesche
27 Aprile 1257: Tedicingo del fu Gherardo, Loteringia m., Palmiera di Tancredo di Frosini moglie e Imilia sua sorella vendono ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo:
- la metà del terreno boschivo in località Colto di Conia presso il fossato Gallossa
- un campo in cosiddetto Colto del Bincuccio nel distretto di Miranduolo presso Conia e Chiasso del Miranduolo
- la metà di un terreno in cosiddetta Vignali
- un terreno lavorativo e vignato presso Chiasso
- un terreno presso il cosiddetto campo d’Ischia
- un terreno in Ortali di Miranduolo
- un terreno in Ortali di Buonamico
- tre quarti di boschivo in Campo di Pereto
- un terreno presso il cosiddetto Vignale Buonamico
- un terreno in Vigne Vecchie
- un terreno presso la cosiddetta Aia di Becarello e presso il monastero di Serena
- un terreno in località Cavalloni
- un terreno lavorativo nella cosiddetta Villicani presso il castello di Mersa presso Serena (probabilmente è invertito)
- un terreno presso il cosiddetto Campo Gualandi presso la strada di Vado Cicianese
- un terreno in contrada di Conia
- un terreno nel Piano di Filicaia
- un terreno a Ponte al Frasso al confine con Serena
- un terreno in località Piagge de’ Monti al confine con la Mersa.
29 Dicembre 1257: Tedicingo di Gherardo, conte di Frosini vende ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo:
- la sesta parte pro indiviso del castellare di Miranduolo, con la sua corte e distretto, borghi, case, piazze, casalini, muri, fosse e carbonaie; dominio e giurisdizione di villani, censuari, diritti d’albergarie e d’armi.
- un terreno boschivo presso la cosiddetta Ligia allineato a Giunta da Cusa
- un terreno boschivo cosiddetto Colle al Lupo
- un terreno boschivo cosiddetto l’Aia bona presso Ricavolo
- la quarta parte pro indiviso di terreni lavorativi a Le Latara, Vignale presso Poggio d Butignano, a Mocali, a Ripacciano, a Tassinaro di Ricavolo.
7 Agosto 1257: Tedicingo di Gherardo, conte di Frosini trasferisce ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo la corporale tenuta e possessione della sesta parte pro indiviso del Castellare di Miranduolo con le clausole precedenti.
24 gennaio 1257: Uguccio, Raniero, Ugolino del fu Bartolo da Frosini vendono ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo:
- la sesta parte pro indiviso del castellare di Miranduolo con orti terre, colte ed incolte, vigne, selve, boschi, prati, erbe, sassi, rivi ed acque; propri villani, censuari, diritti d’albergaria e d’armi.
- la sesta parte pro indiviso della corte e del distretto del castellare di Miranduolo
- la metà pro indiviso del Poggio di Collebecchai in curia di Miranduolo località Cusa.
29 Febbraio 1257: Ildebrando del fu Baverio, conte di Frosini, vende ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo la sesta parte pro indiviso del castellare di Miranduolo e altri terreni (non leggibili per la lacerazione della pergamena).
4 Settembre 1261: Talamuccio del fu Bonaccorso e la sorella Erminia con il consenso della madre donna Erminia vendono ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo alcuni appezzamenti di terreni lavorativi e boschivi nella corte di Miranduolo a Colle dell’Olio, Scandolaia e Mocali (vi sono descritti i confini)
19 Agosto 1263: Bruno del fu Maffeo di Colle Rotondo vende ad Arrigo di Gualtiero di Cantone, che compra per se’ e per i fratelli Uberto e Maffeo la metà pro indiviso di un terreno lavorativo in curia di Miranduolo in località “a piè le pallonette” (vi sono descritti i confini)
11 Gennaio 1263: Guido del fu Ruggerotto Guidendo del fu Tancredi, conte di Frosini, vende a Rigo del fu Gualtiero Cantoni di Montieri:
- la sesta parte del castellare di Miranduolo
- la sesta parte della corte e del distretto di Miranduolo con le terre, selve, oschi, prati, paldi, pascoli, cave ed argentiere; propri villani, censuari, diritti d’albergaria e d’armi.
- la selva detta del Miranduolo
- un terreno in Colle di Strido in località Cusa
- una parte di boschivo a Lignaia.
24 Febbraio 1263: Rigo, Maffeo ed Uberto vendono a Buonaccorso del fu Bencivenne tutta la legna nella selva del Miranduolo purchè la levi entro l’anno.
4 Ottobre 1269: Nuto di Viviano da Castagniuolo per Giovanni fratello e Immingarda e Beatrice sorella vendono a Jacomo di Ranieri Broccardi da Montieri due terreni in Piano di Miranduolo in località Colto del Biancaccio e Pian de Fagiani.
4 Giugno 1276: Rigo e Maffeo del fu Gualtiero vendono a Jacomo di Ranieri Broccardi di Montieri il castellare di Miranduolo (detto una volta castello) compresi il Podere di Ciciari, Castel…, Castagniuolo, Cusa e Fogari con ogni sua corte e distretto, giurisdizione, diritto di signoria su villani, livellari, boschi, selve e miniere d’argento.
9 Giugno 1276: Rigo e Maffeo del fu Gualtiero vendono a Jacomo di Ranieri Broccardi di Montieri la giurisdizione e il possesso sulla corte e sul castellare di Miranduolo.
18 Giugno 1336: Michele del fu Jacobo di Raniero da Montieri, erede universale di Jacobo, vende a Periucino, sindaco e procuratore del Comune e degli uomini di Montieri la giurisdizione totale su Miranduolo, su tutti i pascoli, gabelle e pedaggi del castellare, del Palazzo, mantenimento delle carbonaie…rinunciando a tutti i patti presi in passato tra Nerio suo padre con il Comune di Montieri.
12 Gennaio 1337: Camuccio del Convenevole di Chiusdino vende alla comunità di Montieri la metà parte che aveva nel tenimento di Miranduolo fra Chiusdino, Cuniano (Luniano), Boccheggiano e Montieri (vi sono riportati i confini)
14 Gennaio 1337: Sampogna del fu Martinello da Chiusdino vende a Periucino del fu Rollando, Date del fu …, Nerio del fu Cecco di Montieri, sindaci e procuratori di Montieri la diciottesima parte di una parte del terreno e podere di Mianduolo che Sampogna e gli altri comprarono da Nerio del fu Jacobo.
14 Gennaio 1337: Gualfredino del fu… vende a Date del fu …, Nerio del fu Cecco di Montieri, sindaci e procuratori di Montieri una diciottesima parte del podere di Miranduolo comprato da nerio del fu Jacobo.
17 Gennaio 1337: Donna Gemma, figlia di Benno e vedova di Frontino di Brancaccio in curia di Chiusdino vende a Date del fu …, Nerio del fu Cecco di Montieri, sindaci e procuratori di Montieri una diciottesima pate del podere di Miranduolo comprato da Nerio del fu Jacobo.
17 Gennaio 1337: Duccio del fu Monaldo da Greppoli vende a Date del fu …, Nerio del fu Cecco di Montieri, sindaci e procuratori di Montieri una diciottesima parte del podere di Miranduolo comprato da Nerio del fu Jacobo.
