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Il territorio dell'Alta Val di Merse

Il comprensorio comunale di Chiusdino, situato a sud ovest di Siena, occupa il settore centro occidentale della Toscana meridionale, per un’estensione complessiva di 141,85 km². I limiti amministrativi non definiscono un ambito geografico-morfologico omogeneo e unitario.
Il territorio si connota come uno spazio geografico di forte impatto ambientale, dominato da un paesaggio quasi incontaminato e scarsamente antropizzato e rappresenta una fascia di transizione fra le colline tipiche del senese e la Maremma; è caratterizzato da un predominio del bosco sugli spazi coltivi e da un popolamento a maglie larghe per poderi e rari nuclei accentrati.

Le uniche attività di tipo industriale svolte nel chiusdinese hanno riguardato, nel corso degli ultimi due secoli, la risorsa geologica e mineraria.
Dal punto di vista produttivo, il comprensorio di Chiusdino risulta da sempre orientato verso una gestione del territorio improntata per lo più a un tipo di agricoltura non specializzata, finalizzata più all’autoconsumo che a una produzione di tipo industriale. Nel corso degli anni ’80, il drastico decremento demografico avvenuto ha fatto precipitare il fenomeno di abbandono degli spazi coltivi. Ad aggravare ulteriormente la situazione, sono poi intervenute, nei primi anni ’90, le disposizioni di legge CEE tendenti a limitare la sovrapproduzione dei prodotti comuni; in questo periodo la campagna appariva, infatti, punteggiata di poderi immersi in terreni abbandonati, a eccezione dell’area circostante Frassini e Palazzetto ed, in misura minore di quella intorno Montalcinello. A partire dalla metà degli anni ’90 si iniziano a cogliere, invece, segnali di ripresa.

Un aspetto del tutto innovativo nella sua economia è stata l’apertura al settore del turismo, nel rispetto del potenziale ambientale e naturalistico della Val di Merse. Varie zone sono attualmente inserite nel circuito dei parchi naturali.
Uno dei tratti più suggestivi e meno antropizzati del Merse, situato nell’area compresa fra il fiume e il fosso Ricausa, costituisce la Riserva Naturale dell’Alta Merse. Non lontano, nella valle di Ricausa, le numerose specie di uccelli presenti sono state protette in un’oasi faunistica, istituita dall’Amministrazione Provinciale di Siena su iniziativa dell’Università degli Studi di Roma. Più a sud, nell’area di Luriano, troviamo la Riserva Naturale della Pietra, promossa nuovamente dall’Amministrazione Provinciale di Siena; contigua a quella del Farma, con la quale costituisce un unico complesso naturalistico, racchiude un patrimonio faunistico eccezionale in un contesto naturale di indubbio fascino.
Una zona di particolare interesse, non promossa a riserva naturale, è quella delle Vene di Ciciano. Si tratta di sorgenti ipotermali, di origine non chiara, da cui sgorgano acque, di vasta portata, a una temperatura media pari a 21°8.
Al di fuori delle riserve naturali, troviamo altre zone di interesse paesaggistico, particolarmente adatte a essere inserite nei percorsi di trekking e segnalate per passeggiate a cavallo, in mountain bike e in bicicletta.

Elemento ulteriore per l’affermazione del turismo è il patrimonio storico-artistico. Da sempre oggetto principale nell’attenzione del visitatore, l’abbazia di S. Galgano che, al di là delle sue forme architettoniche, è resa unica dall’assenza del tetto e dalla pavimentazione erbosa, e inoltre l’eremo di Monte Siepi, con la sua mitica Spada nella Roccia. A queste si aggiungono il paese stesso di Chiusdino, nucleo di origine medievale ben conservato e rispettato nelle sue forme originali; gli edifici e i ruderi, dislocati nella campagna a testimoniare l’insediamento di epoca medievale; le imponenti strutture tipo fortificazione, che, seppur prodotte da ristrutturazioni tarde, esercitano comunque la loro attrattiva.
Dall’inizio degli anni ’90 e per alcuni anni, si è aggiunto come altro polo di attrazione per il grande pubblico (a prova dell’enorme peso esercitato dai media sulla nostra società), il famoso Mulino Bianco, conosciuto attraverso le pubblicità della Barilla. In tempi recenti, il mulino è stato oggetto di un intervento di restauro conservativo, volto a ripristinare l’integrità iniziale del monumento: attualmente, è sede di un’azienda agrituristica esclusiva.

In sintesi, la tranquillità e la bellezza della zona, unita a un patrimonio artistico di valore, hanno dato la spinta propulsiva all’industria agrituristica; in anni recenti, si contano infatti numerosi casi di privati che, dopo aver rilevato molti dei poderi abbandonati, hanno coordinato attività di questo tipo. Ad esempio Papena (villaggio e poi grangia di epoca medievale), oggi completamente ristrutturata, è gestita come agriturismo: pubblicizzata in rete, in cinque lingue, esprime con orgoglio l’origine medievale del nucleo, le connotazioni naturali dell’area e la vicinanza con alcuni dei monumenti e delle città più affascinanti della Toscana. Il numero di siti o pagine web, finalizzate alla diffusione di informazioni in merito alle varie strutture recettive, prodotti tipici, percorsi di trekking o altro, è indicativo della volontà di incrementare il settore turistico.