Le indagini magnetometriche
Le indagini magnetometriche presso Santa Cristina in Caio sono state realizzate in due diversi momenti separati nel tempo: le prime sono state effettuate dalla dott.ssa Cristina Felici nell'ambito della ricognizione di superficie, parte del progetto "Carta Archeologica", tra il 1998 ed il 2003, mentre le successive analisi sono frutto del lavoro della dott.ssa Laura Cerri, condotte nella primavera del 2010.
La prima campagna di scavo ha portato a parziali conferme dei dati ottenuti dalla dott.ssa Cristina Felici, mentre le elaborazioni delle anomalie rilevate dalla dott.ssa Laura Cerri, che verranno proseguite durante l'indagine archeologica del 2010, verranno incrociate con i dati di scavo, al fine di ottenere informazioni più precise sulla natura e lo sviluppo del contesto di scavo.
La prospezione magnetica è una delle tecniche d’indagine più diffuse e più applicate nel campo della ricerca archeologica in quanto si tratta di un metodo non distruttivo, caratterizzato da rapidità di esecuzione ed economicità nell’impiego. Il rilevamento magnetico si basa sull’individuazione dei cambiamenti del campo magnetico terrestre causati dalla variazione della geologia del terreno dalla presenza nel sottosuolo di strutture ed oggetti che possono dar luogo ad anomalie. L’individuazione delle anomalie magnetiche relative a strutture sepolte nel terreno è resa possibile grazie a due fenomeni: il contrasto di suscettività magnetica e la magnetizzazione termorimanente. Il primo fenomeno si basa sulla differenza tra le proprietà magnetiche della sorgente anomala e quelle del terreno nel quale la struttura è inglobata. Il contrasto tra sorgente anomala e terreno circostante varia a seconda del tipo di materiale impiegato nella costruzione: esistono infatti dei materiali definiti magnetici, come le rocce di origine magmatica (basalto, granito, tufo ecc.) e i metalli, il cui largo uso nell’edilizia antica permette di individuare le strutture costruite con questi tipi di materiali, in particolare murature, edifici, strade e condutture sotterranee. Il secondo fenomeno, quello della magnetizzazione termorimanente, si basa sulla caratteristica dei materiali di assumere una magnetizzazione permanente dopo essere stati sottoposti a temperature molto elevate. Ad ogni classe di materiale, infatti, corrisponde una temperatura, detta di Curie, al di sopra della quale il materiale perde le sue caratteristiche magnetiche che vengono riacquistate, in forma permanente, durante la fase di raffreddamento. Questo fenomeno permette quindi l’individuazione di determinate strutture nelle quali il materiale utilizzato è stato sottoposto a temperature molto elevate, come fornaci e muri in mattoni. Per le prospezioni magnetiche in campo archeologico uno strumento molto utilizzato è il gradiometro fluxgate che effettua misurazioni attraverso due sensori posti lungo un sostegno magnetico di alluminio ed è dotato di una memoria interna che consente di registrare e memorizzare migliaia di punti di rilevamento. Sul campo il lavoro avviene con un’acquisizione dei dati eseguita lungo profili paralleli all’interno di quadrati che ricoprono l’intera area da investigare e le cui dimensioni possono variare a seconda degli obbiettivi e dei tempi della ricerca.
