UT 10 - Poggio alle Fonti
Poggio alle Fonti, fonte perenne
Tipo indagine
Ricognizione di superficie; indagine magnetometrica; rinvenimenti occasionali
Affidabilità identificazione
Buona
Descrizione UT
Immediatamente a nord della fonte perenne situata ai piedi di Poggio alle Fonti si rinviene una ricca concentrazione di reperti mobili in superficie, caratterizzata soprattutto da laterizi da copertura e pietre, tracce di malta, frammenti di tubi fittili e pochi frustuli di ceramica da mensa e da cucina.
I reperti si dispongono lungo il bordo orientale del campo posto a nord della fonte (campo n. 4), a partire da 20 metri dall’angolo sud-est del seminativo per una lunghezza di 30 metri, estendendosi verso ovest per circa 36 metri in modo irregolare.
Nella zona nord-est dell’emergenza, a circa 8 metri dal bordo del campo, si osserva una grande quantità di frammenti di tubi fittili, insieme a numerosi pezzi di laterizio e cocciopesto uniti a tracce di malta, disposti in allineamenti che circoscrivono un’area di 9,5 x 5,5 metri in direzione nord/sud, e sparsi su una superficie di 10 x 20 metri circa. Sono presenti anche grandi pezzi di laterizi legati con malta e ricoperti di cocciopesto, mentre grossi frammenti dello stesso materiale si trovano sul bordo del campo, evidentemente spostati durante i lavori agricoli.
L’indagine magnetometrica ha rilevato nella stessa area le tracce di una struttura quadrangolare (20 x 30 metri circa) col lato orientale a mezzaluna, caratterizzata da un’intensa anomalia, evidentemente causata della forte concentrazione di tubuli e cocciopesto in superficie e nel sottosuolo (griglia n. 6).
Nella zona sud-occidentale dell’emergenza, dove il materiale appare meno concentrato, si segnala inoltre la raccolta occasionale di diverse monete romane, tra le quali due assi di Nerone, che vanno ad aggiungersi al sesterzio di Traiano Decio, recuperato nella stessa area durante le ricognizioni sistematiche. Dalla stessa zona provengono anche numerosi reperti bronzei, rappresentati da placchette e da alcuni elementi pertinenti probabilmente ad una cassetta; infine è da segnalare una zampa di cervide e alcuni frammenti forse riferibili a bronzetti.
Frammenti di laterizi e pietre affiorano poi lungo tutto il limite orientale del campo, per tornare a concentrarsi a 65 metri dall’inizio della strada campestre che lo delimita ad est. Il materiale appare numeroso al margine della strada, su una superficie di 30 x 15-20 metri, con un prolungamento di 8 x 20 metri circa nell’angolo sud-ovest. E’ costituito da frammenti di tegole e coppi, lastre fittili, pietre di piccole e medie dimensioni, ceramica comune da cucina e da mensa, alcuni anforacei, oltre a numerosi frammenti di terra sigillata italica e alcuni di ceramica a pareti sottili. Nella zona meridionale della concentrazione, infine, si raccolgono frammenti di ceramica da mensa acroma e ingobbiata di rosso databili alla tarda antichità.
L’area interessata dall’emergenza di superficie è stata oggetto di altri rinvenimenti occasionali di un certo rilievo. Sotto l’albero posto lungo il lato destro della strada campeste, di fronte al quale si distende la concentrazione di reperti mobili, sono stati raccolti alcuni oggetti in bronzo, tra cui una piccola testa di cavallo o serpente. Dallo stesso punto provengono inoltre una moneta di Antonino Pio ed una di Settimio Severo.
Nella zona immediatamente a nord-ovest della concentrazione, si segnala infine la raccolta di una ventina di monete romane, rinvenute sporadicamente proseguendo verso ovest per oltre 70 metri.
Presenze, media per mq
11/15 reperti.
Interpretazione
L’emergenza è riferibile ad un complesso edilizio di notevoli dimensioni, costuito in pietra e con copertura laterizia, dotato di un impianto termale nella parte sud. Le numerose monete e i reperti bronzei rinvenuti nell’area sembrano indicare un uso pubblico della struttura e forse pratiche cultuali legate alla fonte perenne.
Anche la zona settentrionale dell’evidenza doveva avere un uso pubblico, come suggerisce l’alto numero di monete e i reperti bronzei recuperati occasionalmente. Alcuni ambienti, inoltre, rivestivano una funzione abitativa e di magazzino, come indica il materiale ceramico.
Cronologia
Inizi I secolo d.C. - IV secolo d.C.
Reperti datanti
Anfore