La fattoria di Piana

Veduta panoramica della fattoria di Piana

Nel medioevo fu una villa della famiglia Tolomei di Siena, donata da Giovanni di Tese Tolomei nel 1314 all’ospedale di Santa Maria della Scala di Siena, di cui all’epoca era rettore. Nel 1355-56 faceva capo alla grancia di Cuna e vi erano due poderi di proprietà dell’Ospedale, dati in affitto vitalizio a Minuccio di Grandino.

L’insediamento di Piana appare costituito all’epoca da un “casamento con due colombai e chiostri e con chiusa a .XXV. staia avignata e parte a giardino". Questo è il nucleo da cui si sviluppa alla fine del XIV secolo una nuova grancia, sede di controllo amministrativo-patrimoniale di rango inferiore a quella di Cuna.

Nel 1388 viene decisa la fortificazione dei casamenti del Santa Maria e Piana diviene agli inizi del Quattrocento una fortezza, finalizzata a rendere sicura la zona insieme alla vicina pieve fortificata di Santa Innocenza e ai castelli di Buonconvento, Serravalle, Castelmuzio e Bibbiano. Intanto dal 1399 il complesso era ormai retto da un grancere. La fortezza di Piana appare ancora pienamente attiva nel 1526, quando è oggetto di intense attività militari.

In origine era formata da un unico grande corpo di fabbrica a base rettangolare, costruito in pietra e rafforzato, lungo tutto il perimetro, da un basamento a scarpa, anch’esso realizzato in pietra (fig. 1).
L’impianto dell’edificio fu profondamente trasformato dal XVI-XVII secolo in poi: vi furono aggiunti due corpi di fabbrica avanzati rispetto al nucleo centrale e ad esso perpendicolari, dotati entrambi di una terrazza sopraelevata (fig. 2). Inoltre furono costruiti ex novo a nord-est un padiglione e una cappella, a nord-ovest una limonaia ed altri edifici annessi, tutti situati a breve distanza dal corpo della villa.
Il complesso architettonico, oggi non più abitato, è circondato da un recinto in muratura, dotato di quattro ingressi (figg. 3 e 4).

A breve distanza dalla villa si è sviluppato in epoca relativamente recente (probabilmente tra il XIX e la prima metà del XX secolo) un nucleo poderale, oggi ancora in uso e formato da annessi agricoli e da una serie di abitazioni disposte lungo una viabilità interna.

Al momento della redazione della Carta archeologica della provincia di Siena (Carta archeologica della provincia di Siena, vol. VIII, Buonconvento, a cura di F. Cenni, Siena, 2007, pp. 143-144) non fu possibile condurre uno studio approfondito sul complesso architettonico di Piana a causa della folta vegetazione che copriva interamente le pareti della villa, rendendone quindi impossibile la lettura degli elevati (figg. 5 e 6). Oggi la villa è nuovamente visibile nella sua interezza: ciò ha consentito di approfondire gli studi e le nostre conoscenze sullo sviluppo e l’evoluzione del monumento.


Il complesso architettonico

L’intero complesso architettonico si organizza intorno al corpo di fabbrica principale, che caratterizza il nucleo originario della fattoria: una costruzione a pianta rettangolare, costruita integralmente in pietra, circondatao poi da annessi funzionali e abitativi a nord- ovest e nord- est (fig. 7).
Il corpo di fabbrica presenta un fronte ovest dall’aspetto massiccio, caratterizzato dall’imponente muratura a scarpa che circonda l’intero edificio; è da questo lato, ben leggibile e libero da sovrastrutture, che è partita la nostra indagine, con l’individuazione dei rapporti stratigrafici tra le diverse parti della muratura (fig. 8).

E’ questo il lato dove meglio si legge, infatti, la funzione originaria della struttura di fattoria fortificata: due aperture, non originali, si aprono alle estremità della base a scarpa, e ogni piano è caratterizzato da una fila di finestre rettangolari, tutte successive all’impianto originario.
In origine, infatti, il corpo di fabbrica era stato costruito in pietre e bozzette non lavorate, poste su filari regolari, su cui si aprivano una fila di aperture con arco leggermente estradossato al piano superiore: la parte sommitale era invece caratterizzata da una fitta serie di aperture, una di seguito all’altra, poi tamponate in pietre e mattoni e parzialmente intonacate, che dovevano costituire una sorta di loggiato superiore.

Dell’originaria struttura attestata nel Medioevo come villa della famiglia Tolomei di Siena, donata nel 1314 all’ospedale di Santa Maria della Scala, non rimangono tracce visibili.
La struttura oggi visibile al di sopra della muratura a scarpa è infatti riferibile al tardo medioevo (fine Trecento) e risulta omogenea per tipologia muraria e aperture, anche se tutte le finestre appartenenti a questa fase costruttiva risultano essere state tamponate nel corso del tempo.
Sul fianco ovest dell’edificio si distinguono le trasformazioni subite dal sistema di aperture: in origine era caratterizzato da una serie di finestre realizzate ad intervalli regolari (simili su tutti i lati), in conci di pietra perfettamente squadrati con estradosso leggermente a sesto acuto e intradosso a tutto sesto, poi tamponate a vantaggio di nuove aperture rettangolari in mattoni per la maggior parte ancora in uso (figg. 8 e 9).
La parte inferiore del prospetto invece è caratterizzata, come già accennato, da una muratura a scarpa realizzata in bozze rettangolari di pietra, poste su filari orizzontali e paralleli, che si collegano alla muratura dell’edificio grazie ad una cornice modanata, anch’essa in pietra. In origine questa muratura si doveva presentare come un unico fronte unito, del tutto privo di aperture, ad eccezione delle feritoie (fig. 10) visibili nella parte inferiore (le finestre oggi visibili e le due porte di accesso sono state create in epoche successive), tale da connotare di uno spiccato aspetto difensivo tutta la fattoria.
Le angolate della muratura a scarpa si collegano alla muratura superiore, creando un tutt’uno armonioso dal punto di vista stilistico-formale, tanto che il muro a scarpa sembra quasi essere stato costruito insieme all’edificio: in realtà si appoggia stratigraficamente ad esso ed è quindi, da un punto di vista temporale, databile ad un’epoca di poco successiva – vista la similarità dei materiali e di tecniche costruttive impiegate –, molto probabilmente riferibile all’inizio del Quattrocento quando le fonti scritte testimoniano l’avvenuta fortificazione della grancia di Piana.

Il fabbricato subì profonde modifiche nel corso del Cinquecento quando fu ulteriormente rinforzato con l’aggiunta di due corpi di fabbrica a pianta quadrata, posti in appoggio alle angolate sud e nord nel fianco est del complesso fortificato (fig. 11): la parte superiore di questi due corpi di fabbrica mostra inoltre un intervento riferibile ad inizio Novecento, quando furono rialzati di circa 1 metro per la costruzione di una terrazza superiore delimitata da una balaustra a colonnette (fig. 12).

Alla stessa attività costruttiva è attribuibile la serie di arcate, delimitate da una terrazza superiore, che corre lungo la facciata est della villa, permettendo così il collegamento tra i due nuovi corpi di fabbrica (fig. 13). La contemporaneità di questi interventi è bel leggibile nel rapporto stratigrafico tra i due ‘bastioni’ angolari in mattoni e le arcate di collegamento: mentre i due corpi di fabbrica a pianta quadrata e angoli arrotondati si appoggiano sia alla muratura a scarpa che al fronte superiore della facciata est, gli stessi si legano invece stratigraficamente alle arcate cieche che connotano la parte centrale della facciata, addossandosi alla muratura a scarpa retrostante. Le nuove costruzioni si caratterizzano per un uso misto di mattoni e laterizi nelle murature, di soli laterizi negli elementi architettonici.

Il fronte est delle fattoria è meno austero, architettonicamente più movimentato grazie all’aggiunta dei corpi di fabbrica appena descritti, privo dell’aspetto di fortilizio che caratterizza ancora oggi, invece, tutti gli altri lati. Nella parte superiore della facciata si conserva una bella meridiana con tracce di un’originaria cromia oggi in gran parte deterioratasi e, al di sotto, lo stemma in pietra dell’ospedale di Santa Maria della Scala (fig. 14).

A breve distanza dal corpo di fabbrica centrale, anch’essi racchiusi dal basso recinto in pietra e laterizi che delimita la fattoria, si trovano altri edifici, databili tra l’età moderna e contemporanea.
A nord è situata la cappella privata della fattoria, un piccolo edificio completamente in mattoni a semplice pianta rettangolare con un unico accesso in facciata, presumibilmente costruito tra fine Settecento ed inizio Ottocento, stando alla data riportata sullo stemma murato sopra la porta di accesso, che riporta la data 1801 (fig. 15); sempre nella facciata, poco dopo il 1918, fu posta dalla famiglia Lante della Rovere la lapide in marmo ancora oggi visibile.

A nord-ovest invece è visibile il fabbricato destinato a limonaia (fig. 16), un bell’edificio caratterizzato anch’esso da una muratura in pietre e mattoni, con angolate in mattoni, e un basamento a scarpa che rimanda all’edificio principale: questo fa ipotizzare che la sua costruzione si possa collocare cronologicamente tra la fortificazione di inizio Quattrocento dell’edificio principale e le aggiunte cinquecentesce descritte in precedenza. Al fianco nord della limonaia furono poi addossati, in un periodo non ben definibile se non come generica età moderna, alcuni annessi agricoli ed una bella rampa di accesso monumentale (fig. 17).

Sul lato opposto alla limonaia, a nord, sono posti altri fabbricati, databili tra Settecento ed Ottocento; questi corpi di fabbrica sono caratterizzati da un edificio principale, presumibilmente databile al Settecento e dotato in facciata di tre grandi ingressi ad arco che hanno subito gravi lesioni nel corso del tempo, e da una serie di abitazioni più tarde che fronteggiano il fianco nord dell’edificio principale e immettono, tramite un cancello, nello spazio antistante la chiesa (fig. 18).

Il fronte ovest della villa
Particolare del prospetto sud della villa
Uno degli ingressi alla fattoria con il viale di accesso
L’attuale ingresso
Alcuni particolari della fattoria di Piana prima e dopo l’eliminazione delle pia
Alcuni particolari della fattoria di Piana prima e dopo l’eliminazione delle pia
Planimetria della fattoria di Piana, con i vari corpi di fabbrica che la compong
In alto, fotomosaicatura del fronte ovest della fattoria di Piana, con in eviden
Particolare di due finestre ancora oggi visibili nella muratura del fianco sud-o
Particolari di alcune feritoie ancora oggi visibili nella muratura a scarpa che
Veduta generale del fianco est della fattoria, con i corpi di fabbrica aggiunti
Particolari del corpo di fabbrica posto nell’angolo sud-ovest della fattoria: in
Particolari del fianco est della fattoria, con i due corpi di fabbrica aggiunti
Particolare della meridiana murata nella facciata della villa e del sottostante
La cappella
La limonaia (in alto) e i corpi di fabbrica aggiunti, costruiti in età moderna (
La rampa monumentale
Il corpo di fabbrica posto a nord della fattoria, con in evidenza le gravi lesio