I rinvenimenti occasionali
Fin dal passato la località di Santa Cristina ha rivestito un interesse archeologico per gli scrittori che si sono interessati degli aspetti storico-artistici del territorio di Buonconvento.
Già alla metà del XVIII secolo il Pecci riconosce nei ruderi della chiesa, non ancora demolita completamente, “un contrassegno di memorabile antichità”, entro il quale “raccontano i più antichi del luogo che si adunassero i Gentili per l’adorazione degl’idoli. E ciò pare lo confermi l’esservi stato trovato, non son molt’anni, un vitellino di metallo che si conserva tuttora da persone particolari della Terra, siccome diverse pietre nelle quali venivano espressi animali”.
Di questi è ancora visibile l’architrave sopra l’entrata della chiesa di San Lorenzo a Percenna, caratterizzato da figure a bassorilievo molto consunte, che tuttavia secondo il Carli, studioso della seconda metà del XVIII secolo, potrebbero essere databili al X o XI secolo. Lo stesso Carli ipotizza che i resti presenti nella chiesa di Percenna siano in realtà pertinenti alla chiesa stessa, e non provengano dalla pieve o "tempio d’idoli" di Santa Cristina, come suggeriva il Pecci.
Dalla metà del Novecento iniziano ad essere segnalate scoperte occasionali presso la località di Santa Cristina in Caio, e più precisamente nell’area di Poggio alle Fonti.
La prima notizia di rinvenimenti archeologici effettuati sulla sommità del poggio risale al 1949. Dalla testimonianza di un mezzadro del luogo, si ricava che nell’autunno di quell’anno, con l’introduzione dei mezzi meccanici per le arature, vennero alla luce sulla sommità della collina alcuni teschi umani, mentre nella zona sud-ovest furono trovate molte ossa di animali.
Nel 1968-69 furono rinvenute due tombe alla cappuccina in occasione degli sbancamenti per l’asfaltatura della strada provinciale Buonconvento-Montalcino.
Da fonti orali si deduce che il corredo era costituito da due piccole olle e alcune monete, che andarono disperse. Il rinvenimento è segnalato all’altezza del Km 0,700 della provinciale. n. 45. Altre tombe vennero alla luce nella stessa occasione al Km 1,100, in prossimità della strada detta “delle Fonti”. Il punto preciso è indicato da persone del luogo che hanno assistito al ritrovamento in prossimità degli alberi posti sul limite est del Poggio alle Fonti, che si affacciano appunto sulla strada per Montalcino.
Inoltre ai piedi del poggio, nei pressi della fonte perenne, si ha notizia di frequenti rinvenimenti avvenuti in passato relativi ad oggetti bronzei. Sembra che si tratti di bronzetti e strumenti chirurgici, dei quali è stato possibile recuperare un solo oggetto proveniente dalla zona della sorgente: uno specillo databile al I secolo d.C.
Infine, dalla zona sommitale di Poggio alle Fonti, provengono numerosi reperti bronzei. Tra questi si evidenzia una placchetta bronzea con funzione decorativa, di forma romboidale e decorata con smalti policromi, databile alla seconda metà del VI secolo d.C., e monete che vanno dalla metà del I secolo d.C. alla seconda metà del IV secolo d.C. (si tratta di un sesterzio di Nerone e un asse di Valente), che indicano una frequentazione del sito per tutta l’epoca romana e gli inizi dell’altomedioevo.
