Lo scavo

Foto aerea dello scavo - campagna 2011

I campagna (2009)
La prima campagna di scavo sul sito di Santa Cristina in Caio (Buonconvento - SI) prende avvio dai numerosi rinvenimenti occasionali, dall'indagine archeologica della S.A.T. condotta tra il 1992 e il 1994 e dalle ricerche di superficie della fine degli anni 90 svolte da Filippo Cenni e coordinate dal prof. Marco Valenti,  ricerche poi pubblicate  nell'ottavo volume della collana "Carta Archeologica della Provincia di Siena".
L'indagine si è protratta per sei settimane (dal 1 giugno 2009 al 10 luglio 2009), con l'intento di valutare il potenziale archeologico del sito.

II campagna (2010)
La seconda campagna di scavo si svolge dal 31 maggio al 23 luglio 2010 e vede impegnati sul campo un totale di circa venti effettivi, sia dell’ Università di Siena sia provenienti da altri atenei italiani.
L’indagine archeologica prevede l’ampliamento dell’area individuata nel 2009, per riconoscere l’estensione e lo sviluppo planimetrico dell’impianto termale già identificato; inoltre per comprendere l’entità delle fasi di vita successive all’abbandono del complesso romano, inquadrabili tra l’età tardoantica e l’altomedioevo. Continuando a scavare in open area, verranno allargati i limiti di scavo in direzione Nord, Sud ed Ovest. 
L’ampliamento dell’area avviene inizialmente tramite l’ausilio dell’escavatore meccanico, soprattutto per la rimozione  del livello di humus e in previsione della realizzazione di nuove indagini magnetometriche nell’area circostante.

III campagna (2011)
La terza campagna di scavo si svolge dal 9 maggio al 29 luglio 2011 e vede impegnati sul campo circa un centinaio di archeologi, dell'Università di Siena e di altri atenei sia italiani che stranieri, che si alterneranno a gruppi di venticinque nei quattro turni in cui è stata suddivisa l'intera campagna.
L'indagine archeologica prevede l'ampliamento dell'area già oggetto di indagine nei primi due anni di scavo (2009-2010). Saranno cioè aperti due grandi settori: il primo in direzione nord, mentre il secondo in direzione sud.
La strategia adottata in questa campagna mira a comprendere in quale quadro topografico ed insediativo (si tratta di una mansio o di un vicus?) si inserisca l'impianto termale indagato ormai in quasi tutta la sua estensione. Le indagini magnetometriche hanno in tal senso messo in luce numerose anomalie del terreno che concorrono a tracciare un primo abbozzo relativo ad un insediamento di notevole entità. Seguendo appunto le tracce rilevate da questo tipo di indagine non distruttiva è nostra intenzione verificare se il porticato, emerso lo scorso anno, sia riferibile ad un tracciato viario oppure no.
In secondo luogo si cercherà di comprendere quale sia l’entità delle fasi di vita successive all’abbandono del complesso romano, inquadrabili tra l’età tardoantica e l’altomedioevo, cercando nuovi ed ulteriori elementi che possano aiutarci a comprendere le modalità di destrutturazione dell'insediamento di età classica. Gli impianti metallurgici, emersi durante l'ultima campagna di scavo (2010), ne sono una testimonianza ed attestano le operazioni di riciclo delle materie prime utilizzate, in precedenza, nell'impianto termale. Allo stesso modo le fasi altomedievali indicano come l'area delle terme venne, dopo la stagione del recupero dei materiali, adibita a zona residenziale, e perciò, qualora il deposito sia in buono stato di conservazione, si vuole approfondire le modalità del passaggio al villaggio di legno di cui sono stati già riconosciuti, in soli due anni di scavo, già cinque edifici.

Territorio di Bounconvento. Nel riquadro la zona di Santa Cristina
Immagine da satellite del Podere Santa Cristina. In evidenza la zona di scavo
I settori di scavo
Settore A
Settore B
Settore D.
Area 2. Settore A