18 Luglio 2012
Area 1
Settore B
Quadrato B1
Abbiamo rimosso la parte centrale e settentrionale del muro US 1229, ovvero quella che si imposta al di sopra del deposito evidenziato dalla sezione sottoastante al muro, messa in luce nei giorni scorsi. La porzione meridionale è stata invece risparmiata per accelerare le operazioni di scavo, perciò la rimozione ha interessato solo il tratto che si imposta sul deposito che oblitera la struttura in bipedales. Vale a dire, quindi, il livello di abbandono della suddetta struttura (US 1532) e il riempimento (US 1510) del taglio di spoliazione (US 1509). La parte del muro meridionale, è stata preservata poiché si imposta sul livello di argilla vergine, lo stesso sul quale è tagliata la struttura di epoca romana con la pavimentazione in bipedales.
Il muro, in base alla sequenza individuata, sia sottostante che soprastante, sembra riconducibile alla prima fase d'uso dell'area produttiva artigianale, cronologicamente collocabile in base ai pochi reperti sino ad ora individuati, nei livelli limitrofi, nel corso della seconda metà del V secolo.
La rimozione di questa emergenza ha così permesso di individuarne il taglio di fonzazione, che si imposta sia sul riempimento della lunga fossa di spoliazione US 1510, riempita da uno strato di colore nerastro ricco di carboni e frammenti di laterizio (US 1509), sia sullo spesso strato di abbandono o riempimento (US 1532) della struttura dotata di bipedales di cui abbiamo sinora scoperto la parte occidentale. Domani procederemo quindi nella rimozione del riempimento (US 1509) della fossa di spoliazione (US 1510) cercando di individuare i resti e gil accumuli pertinenti alle precedenti fasi d'uso dell'impianto termale.
Quadrato B2
Nel quadrato B2 si è proceduto alla rimozione di parte del riempimento residuale ancora presente all'interno della trincea di spoliazione (US 1509). Inoltre, stiamo rimuovendo, lungo il limite nord ovest del settore ciò che rimane dell'accumulo tardoantico/altomedievale (US 511).
Settore D
Quadrato D1
Nella parte centrale del settore continua la rimozione del livello di terra scura a matrice carboniosa (US 1535), riempimento della canaletta di deflusso delle acque di periodo II e di periodo III che decorre a fianco della canaletta (SF22). Nella parte est, abbiamo invece dato inizio alla rimozione della sistemazione in terra pietre e malta, pertinente al limite settentrionale della canalizzazione più recente (US 1330), che versa in pessimo stato di conservazione, il quale oblitera parte del fondo della canaletta (SF22) costruito in tegole adiacenti disposte di piatto. La terra di risulta è al momento oggetto di setacciatura, operazine cha sinora permesso di recuperare diversi vaghi, di collana o bracciale, in pasta vitrea e in pietra dura.
Lungo il limite sud del settore, stiamo mettendo in luce un nuovo livello composto in prevalenza da laterizi spezzati, frammisti a rade pietre e sabbia di colore giallastro, tagliato dalla canaletta US 1534, ossia la canalizzazione più recente per il deflusso delle acque dalle terme, riempita dallo strato di terra nera ricco di carboni già accennato in precedenza (US 1535). Il rapporto relativo sembra suggerire come questo livello sia da attribuire ad una fase precedente alla destrutturazione dell'impianto termale. Se la fossa US 1534, attribuita alla canalizzazione fosse in realtà da ricondurre alla sola spoliazione per intercettare le tubature che convogliavano le acque all'esterno delle terme, sembra difficile giustificare un'operazione di riempimento con macerie dell'avvallamento presente a sud del complesso termale a cui sarebbe seguito lo scavo degli accumuli sempre in età tardoantica, e soprattutto relativi all'area produttiva SA03, dove il piombo recuperato dall'impianto dismesso veniva rifuso. Crediamo invece che questo accumulo sia da riferire ad una sorta di sistemazione delle macerire e dei resti di cantiere pertinenti alla ristrutturazione dell'impianto termale, nel qule viene inserita la nuova canaletta. E' daltronde vero che abbiamo individuato ben tre periodi distinti d'uso delle terme, ai quali corrispondono cambiamenti non solo nella destinazione d'uso degli ambienti delle terme, ma anche nell'assetto complessivo dell'impianto e nella creazione di nuovi ambienti come ad esempio le vasche SF02 ed SF27, che non a caso si trovano proprio lungo il limite sud del complesso, ovvero in questo settore di scavo.
Nella parte ovest del settore, infine, continua, a piccone, la rimozione del livello di macerie (US 1380).
Area 2
Continua la rimozione del livello di riempimento (US 1080) all'interno della canalizzazione (SF14) nelle zone prive della copertura costituita da grosse lastre litiche, proseguendo verso sud per verificare la presenza di reperti che possano contribuire alla datazione di tale struttura. Al momento abbiamo rinvenuto unicamente alcune tessere di mosaico ed un frammento di piombo.
Trincea esplorativa T1
E’ stato avviato lo scavo tramite mezzo meccanico della trincea con direzione est-ovest collocata a Sud di Area 3. Al momento è stato possibile scavarla solo parzialmente per un totale di circa 40 metri (metà della lunghezza prevista). Abbiamo già provveduto alla sua georeferenziazione mediante stazione totale e, in serata, procederemo alla sovrapposizione del rilievo sulla piattaforma GIS contenente le altre informazioni provenienti dalle indagini preliminari (in particolare le anomalie magnetometriche e la ricognizione di superficie).
Durante l’escavazione è stato possibile individuare quattro tratti di potenziale interesse. Il primo presenta un livello estremamente compatto e ricco di inclusi quali carboni, frammenti ceramici, laterizi e pietrisco. Il secondo e il terzo tratto si distinguono per un discreto quantitativo di materiale edile. Il quarto tratto ha restituito numerosi frammenti di laterizi, riferibili probabilmente a mattoni, un frammento di scoria metallica, alcuni reperti ceramici e malta.
Nella giornata di domani si provvederà alla realizzazione dei primi saggi di approfondimento a partire da quest’ultima porzione di trincea, che restituisce un maggior quantitativo di reperti e si caratterizza anche per la presenza di una stratigrafia differenziata, oggi solo sommariamente riconoscibile.
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