24 Luglio 2012

Area 1-settore B. Vista da ovest della struttura in mattoni e del condotto d'aria relativo al praefurnio di periodo II

Area 1
Settore B
Quadrato B1

A ridosso del perimetrale esterno della vasca (SF23), nell'angolo nord-est è stato asportato il livello di laterizi frammisti a malta e carboni riferibili ai resti dell'elevato del perimetrale nord del condotto d'aria del praefurnio di periodo II (SF32) distrutto e obliterato durante la riconversione della stessa vasca sul quale si imposta il nuovo prefurnio SF01 (nel periodo III).
Nell'angolo nord-est della struttura con pavimento in mattoni si è proceduto nella rimozione del livello di crollo costituito da frammenti di cocciopesto e grumi di malta idraulica (US 1562) delle sue pareti. Le parti conservate in alzato sono costituite da un livello di cocciopesto che fodera il taglio sull'argilla vergine ed è a sua volta coperto a tratti da un livello di malta idraulica di colore bianco e probabilmente funzionale alla sua impermeabilizzazione e/o al suo consolidamento.
Alla luce di quanto emerso proponiamo quindi una prima ipotesi interpretativa sul contesto indagato in queste settimane. Nel corso delle prime settimane di scavo avevamo notato come al di sotto delle murature interpretate lo scorso anno quali evidenze di un prefurnio di periodo II (US 1332 e 1374), di cui erano stati messi in luce i livelli relativi alla fase più antica d’uso (SF01), si conservasse in realtà un deposito ancora consistente caratterizzato da terreno ricco di carboni, terra annerita e cenere. Questo scollamento, associato anche al fatto che sono stati individuati i resti del perimetrale nord della struttura caratterizzata da muratura in laterizi (ED05), ci aveva portato a rivalutare le interpretazioni concernenti il prefurnio ed il deposito che ancora restava da indagare. Lo scollamento che si era creato tra le certezze dello scorso anno ed i dubbi che inevitabilmente nascono con il procedere dell’indagine archeologica, ci avevano condotto quindi a pensare che in realtà le murature interpretate come parte di un prefurnio fossero da associare ancora all’area produttiva.
Non c’è dubbio che dette murature siano state riutilizzate per l’impianto produttivo, come d’altronde è stato già correttamente, a nostro avviso, interpretato lo scorso anno (si veda il fornetto SF05 oppure la forgia SF21). Al tempo stesso tutta la sequenza che siamo riusciti a scavare in questa campagna, ci ha alla fine convinti che le emergenze murarie individuate lo scorso anno siano da ricollegare ad un prefurnio, ma che questo vada più correttamente contestualizzato all’interno di un percorso evolutivo che vede il settore B, oggetto di una serie di cambiamenti di destinazione d’uso i quali hanno portato alla destrutturazione di componenti importanti delle strutture che si sono susseguite nel corso del periodo d’uso del complesso termale.
In primo luogo siamo convinti che il prefurnio individuato lo scorso anno sia da associare al periodo III, in particolare proprio al periodo in cui la vasca SF23, subì un cambiamento funzionale divenendo, appunto, sede di un prefurnio. Non crediamo, infatti, che sia un caso il fatto che questa struttura sia stata sostituita da una nuova vasca (SF02), costruita lungo il lato sud dell’impianto termale. In ogni caso, il nuovo prefurnio non interessò unicamente la zona interna alla vasca, dove è stato rinvenuto il grande accumulo di carboni, ma era composto dalla vasca SF23 reimpiegata e dalle murature che realizzavano l’imbocco del prefurnio stesso.
Questa struttura, oblitera, in realtà, un prefurnio più antico di cui rimangono labili tracce a causa non solo degli interventi di destrutturazione tardoantichi, ma anche delle opere di ristrutturazione cui fu soggetto nel corso del tempo l’impianto termale stesso.
Il prefurnio più antico presenta almeno due fasi d’uso, rappresentate dalle sequenze di strati anneriti intervallate da accumuli di laterizi sbriciolati misti a a malta e terra, connotati da consistenza molto compatta (una differenza fondamentale rispetto al resto della stratigrafia, caratterizzata invece dalla consistenza friabile oltre che da colorazione e inclusi distinti).
Di questo prefurnio, rimangono tracce non solo nei consistenti accumuli dovuti all’azione del combustibile (strati di cenere e strati di terra ricca di carbone), individuati in tutta la depressione presente al centro del quadrato B2, che si appoggiano al perimetrale ovest della vasca SF23, a testimoniare come in fase con questa vasca fosse in vita un prefurnio, ma anche le murature che definivano l’imbocco del prefurnio (i due lacerti murari presenti nella parte ovest del quadrato US 1401 e US 1526), il condotto dell’aria (il taglio US 1574), le tracce destrutturate delle murature che cingevano il condotto (US 1236, 1559, 1571, 1570, 1572) e, infine, le tracce in negativo di una probabile sede per bollitore (un grande taglio circolare individuato al centro del settore, US 1523).
Questo prefurnio spacca, o se si vuole taglia parte dell’edificio ED05, di cui la muratura nord, individuata quest’anno, rappresenta un’evidenza incontrovertibile di questo rapporto. E’, infatti, da un lato coperta dal perimetrale ovest della vasca SF23 e dall’altro si trova ad una quota superiore, rispetto ai piani d’uso del prefurnio, esattamente come il resto delle murature, interrotte, in particolare il perimetrale ovest, da un profondo taglio che ha comportato proprio un abbassamento del piano di calpestio, o meglio del piano di posa della muratura che cingeva a sud il condotto d’aria e la camera di combustione (US 1236). Tracce di questa muratura erano state, infatti, individuate lo scorso anno ma erroneamente interpretate come resti del perimetrale nord dell’edificio ED05. A nostro avviso rappresentano invece, i resti del perimetrale che cingeva il condotto d’aria lungo il lato sud.
Questo prefurnio, quindi si imposta su una situazione precedente della quale parleremo in seguito, di cui al momento abbiamo individuato l’ED05, e la struttura quadrangolare, rivestita da pareti in cocciopesto e pavimentazione in mattoni rivestiti da uno strato di malta idraulica.
Un passo indietro invece vorremmo farlo rispetto al prefrunio di periodo III, già messo in luce lo scorso anno. A nostro avviso, oltre ad essere una struttura che in parte sfruttava la vasca SF23, era delimitato ad ovest dalla muratura US 1229 ed era dotato di copertura poggiante su quattro pali contigui individuati a ridosso della muratura. Quale fosse la sua funzione non è del tutto chiaro, pensiamo ad una delimitazione degli spazi d’uso del prefurnio e quindi non è più riferibile ad una delimitazione dell’area produttiva.

Quadrato B2
Lungo il limite occidentale dell'area di scavo si sono messi in evidenza nel limite nord un livello di terra carboniosa frammista a macerie (US 1577) e al centro uno strato di macerie composto prevalentemente da laterizi frammentati (US 1576), entrambi riferibili all'accumulo di periodo tardoantico in fase con l'area produttiva artigianale (SA03). Nel limite sud, invece si è messo in luce un livello a matrice sabbiosa (US 1575) individuato all'interno della canalizzazione di periodo II e III che prosegue con andamento est-ovest fino al limite di scavo. Quest'ultimo è da riferire all'accumulo dell'impianto di deflusso della canalizzazione in fase con l'impianto termale.
Nella zona sud-est del quadrato, a ridosso ridosso del taglio sull'argilla (US 1568), si prosegue con la messa in evidenza del livello di laterizi frammisti a malta (US 1569) riferibile o ai resti di una struttura malconservata o ad un livello di accumulo/massicciata per colmare il dislivello del terreno, un avvallamento nel quale durante il periodo I fu edificata la canaletta per il deflusso delle acque dell'impianto termale (SF22).

Area 2
Settore A

Continua la rimozione, nella zona nord, del livello di riempimento (US1080) all'interno della canalizzazione SF14 ove questa non presenta la copertura in lastre litiche che la contraddistinguono. All'estremità sud, invece si è proceduto a smontare il livello di accumulo che oblitera parte della medesima canalizzazione in pessimo stato di conservazione di cui è stata identificata una pietra del fondo della suddetta canaletta che prosegue dunque verso sud parallelamente all'impianto termale, ad una profondità maggiore rispetto al resto della struttura.

Trincea T1
Saggio 1.
Nel saggio 1 si è avviata l'asportazione del riempimento (US 6) del taglio US 5. Lo strato, di consistenza argillosa, presenta colore scuro misto a frammenti ceramici, laterizi, pietre e carboni. Al momento il taglio è profondo circa 40 cm.
Nella giornata di domani si provvederà a terminare lo scavo del riempimento e ad evidenziare la successione stratigrafica sulla sezione del saggio.

Saggio 2.

Poco più ad Ovest (a circa 3 metri di distanza dal saggio 1) è iniziato lo scavo del saggio 2, con estensione di circa 1 x 4 m. Al di sotto dello strato di humus è stato rinvenuto un livello giallo compatto, di consistenza sabbiosa che, nell’angolo SO del saggio, presenta una discreta concentrazione di carboncini e che sembra essere il medesimo strato (US3) su cui si imposta il taglio US 5 del saggio 1. Nella giornata di domani proveremo a proseguire lo scavo (almeno per una porzione di saggio) per verificare l'eventuale presenza di stratigrafia sottostante.

Area 1-settore B. Parte del condotto d'area del praefurnio di periodo II, sulla sinistra resti del disfacimento del perimetrale nord dello stesso condotto
Area 1-settore B. Particolare dei resti dell'elevato riconducibile ai resti del condotto d'aria relativo al praefurnio
Area 1-settore D. Vista generale del prima fase d'uso del prefurnio SF23. Caratterizzazione delle ipotesi
rea 1-settore D. Vista generale della struttura, e ipotesi interpretativa. I livelli messi in luce si riferiscono alla prima fase d'uso del prefurnio
Area 1-settore D. Vista zenitale dei resti del prefurnio di periodo II. Le frecce indicano il taglio operato per la messa in posa del prefurnio che spacca il lato nod di un edificio più antico (ED05)
Area 1-settore B. Vista da ovest della struttura in mattoni al termine della giornata dopo la rimozione del crollo della parete in cocciopesto (US 1542)
Area 1-settore B. Vista da est dei resti del praefurnio di periodo II: il condotto d'aria, il taglio per l'alloggio del boiler e i resti relativi all'elevato della struttura
Area 1-settore B. Particolare della concentrazione di laterizi frammisti a malta rinvenuti lungo il limite sud-est del quadrato B2
Area 1-settore B. Particolare dei livelli di accumulo individuati lungo il limite ovest del quadrato di scavo
Area 1-settore D. Vista da est del quadrato a seguito della rimozione del livello di cantiere (US 1562) sul quale si impostava la canalizzazione di periodo II e III
Area 1-settore D. Vista da ovest del quadrato a seguito della rimozione del livello di cantiere (US 1562) sul quale si impostava la canalizzazione di periodo II e III
Area 2-settore A. Vista da nord del tratto di canalizzazione (SF14) a seguito della rimozione del livello di riempimento (US 1080)
Area 2-settore A. Particolare del nuovo tratto sud della canalizzazione SF14
Trincea T1 - saggio 1. Il taglio US 5 e parte del suo riempimento (US 6) in terra scura misto a poche pietre e a frammenti laterizi e ceramici. A NO e a SE lo strato argilloso giallo.
Trincea T1 - saggio 2. Il saggio 2 in cui è emerso uno strato argilloso giallo compatto, visto da NE.