25 Giugno 2009
La giornata di oggi ci ha consentito di delimitare sempre di più i vari ambienti in cui si articola l’impianto termale, che sembra a questo punto avere ampie dimensioni.
Nella porzione orientale dell’area abbiamo iniziato la rimozione della canaletta di scolo in laterizi reimpiegati, successiva all’abbandono della vasca su cui si imposta. Quest’operazione ci ha permesso di iniziare lo scavo dei limiti esterni della suddetta vasca, il cui muro occidentale è in gran parte espoliato (rimangono infatti solo tracce del cocciopesto che rivestiva il paramento e gli angoli in muratura). Nel perimetrale est abbiamo individuato due tecniche murarie differenti, molto ben distinte l’una dall’altra: sembra che ci fosse una soglia o un passaggio poi obliterato con una tecnica differente, per chiudere completamente la vasca.
Nell’ambiente adiacente, a est, stiamo mettendo in luce un grande crollo in laterizi e malta, che sigilla parzialmente quella che sembra essere una nicchia. Purtroppo anche la gran parte dei muri di questo vano risultano essere espoliati, ma questo comunque non ci impedisce di delimitare con certezza le planimetrie delle strutture presenti.
Nell’angolo est dell’area di scavo abbiamo individuato l’angolo di una nuova vasca che si infila sotto la sezione e che quindi indagheremo nella prossima campagna di scavo. Continuiamo a rimuovere il grande livello di macerie (US 91) su cui si impostava la struttura in materiali deperibili C 02. Al di sotto si delinea la pavimentazione in cocciopesto pertinente all’ambiente absidato e lembi di terra molto compatta con tracce di carboncini, forse traccia di una frequentazione ancora precedente alla costruzione della capanna.
All’interno di quello che, nella porzione sud occidentale del settore, è il calidarium, continua la delimitazione del livello di crollo caratterizzato da tubuli e cocciopesto, pertinente sia alle pareti che alla pavimentazione dell’ambiente: questo ci lascia presupporre di poter trovare le pilae in posto nella loro interezza (ipotesi confermata anche dalle tracce di malta su cui si impostavano i bipedali per la realizzazione del pavimento).
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