Le terme ED01
Grande edificio rettangolare suddiviso internamente da diversi ambienti comunicanti tra loro che presenta un’ossatura di murature tutte legate tra loro, omogenee ed in fase, caratterizzate da quattro muri perimetrali esterni costruiti in ciottoli e pietre non lavorate a formare un conglomerato cementizio. I muri non sono conservati in alzato e si conservano solo fino alla quota del piano di spiccato del pavimento: il loro spessore (circa 50 max. 58 cm) fa ipotizzare che le terme non fossero dotate di un piano superiore.
Ai muri perimetrali si legano poi anche dei muri divisori interni all’impianto termale: in particolare il setto murario che delimita gli AMB01 e AMB03 dall’AMB06 (il corridoio interno alle terme) – parallelo al perimetrale sud delle terme e legato al muro esterno est – e il muro che delimita la porzione ovest delle terme (AMB03 e AMB04) dal resto della struttura: la muratura, parallela al perimetrale ovest, si lega ai perimetrali nord e sud dell’impianto. E’ questa la vera e propria ossatura dell’edificio, il primo impianto costruttivo, intorno a cui si organizzano poi tutti gli ambienti.
Le terme erano accessibili attraverso due ingressi posti uno lungo il perimetrale nord e in prossimità dell’angolo sud-est. L’ingresso posto a sud-est è l’accesso principale e permetteva di entrare in un ambiente rettangolare (AMB01) che permetteva l'accesso a sud ad una vasca absidata per i bagni d'acqua fredda (AMB07), a ovest al tepidarium (AMB02) e a nord – tramite una porta chiusa da un cancello - al corridoio di comunicazione interno alle terme. Il secondo ingresso invece è più piccolo di dimensioni: doveva trattarsi più che di un ingresso secondario alle terme di uno stretto passaggio di servizio.
Dall’AMB01 - che in questa fase iniziale poteva forse avere anche funzioni di spogliatoio – si accedeva ad un corridoio ad U, pavimentato con un massetto in cocciopesto (il vero e proprio pavimentum) poggiato su uno strato di ciottoli e scaglie di laterizi (rudus) a sua volta impostato su un livello di pietre spaccate e terra (statuminatio). Questo passaggio permetteva di muoversi liberamente all’interno dell’impianto e dava accesso ad una vasca di acqua fredda, di forma rettangolare (AMB09), con pareti rivestite internamente da un rivestimento in cocciopesto isolante. In questa prima fase il lato sud del corridoio doveva essere più stretto: il muro perimetrale ovest della vasca si appoggiava infatti direttamente ad setto murario, perpendicolare ad esso, poi coperto dalla pavimentazione in cocciopesto relativa ad una fase successiva di vita dell’impianto termale, quando il corridoio (AMB06) fu allargato.
Dall’AMB01, primo locale di accesso alle terme, si poteva probabilmente accedere direttamente anche all’AMB02, posto immediatamente ad ovest, riscaldato ad ipocausto e dotato in questa fase di una nicchia rettangolare sul lato meridionale. L’AMB02 poteva essere, quindi, il tepidarium delle terme cioè una stanza riscaldata, priva di vasca, che conduceva, procedendo sempre verso ovest, al calidarium rappresentato dal contiguo AMB03. Questi due vani “caldi” erano alimentati in questa fase da un prefurnio, al momento non scavato, localizzato sul lato sud dell’AMB03.
Il sistema di collegamento tra AMB02 e AMB03 non si è conservato ma sono visibili due strette aperture tagliate, in una fase successiva, nelle fondazioni del muro divisorio tra i due locali. Possiamo quindi ipotizzare che – in una fase forse di poco successiva all’impianto originario - l’aria calda che circolava tra il sistema di suspensurae poste sotto al vero e proprio pavimento dell’AMB03, riscaldato direttamente dal prefurnio, riuscisse a raggiungere anche il tepidarium attraverso le due aperture sul lato ovest dell’ambiente. L’AMB03 è, inoltre, l’unico locale dell’impianto termale in cui siano ancora visibili i sistemi di riscaldamento adottati: le pilae (pilastrini in laterizi a sezione quadrata, allineati tra loro con un intervallo di circa 40 cm gli uni dagli altri) sorreggevano il vero e proprio piano pavimentale, formato da un massetto in cocciopesto con un nucleo in scaglie di laterizi e ghiaia legati da malta.
Proseguendo però nel percorso interno alle terme, dal corridoio si accedeva alla parte nord dell’impianto – caratterizzata da vasche di acqua fredda - e da lì si poteva passare agli ambienti (ambiente 4 e ambiente 3) posti lungo il lato ovest. Il primo ambiente (AMB04) è il vano più grande dell’intero impianto: a pianta rettangolare, era dotato di una nicchia semicircolare sul lato ovest; completamente spoliato, si conservano solo le tracce in negativo di sesquipedali e bipedali posti nel livello inferiore del piano pavimentale e all’interno della nicchia: la quota di spiccato è quella delle fondamenta, la stessa quota che nell’adiacente AMB03 è il piano su cui si impostano le suspensurae del sistema di riscaldamento. E’ ipotizzabile che le tracce in negativo conservate nell’AMB04 siano ciò che resta di un sistema di laterizi sesquipedali posti su un sottile strato di malta (che a sua volta doveva coprire il vero e proprio ‘vespaio’, con funzione isolante dal terreno sottostante) a formare uno strato impermeabile su cui impostare o il vero e proprio piano pavimentale (che in questo caso si sarebbe però trovato ad una quota di circa mezzo metro inferiore rispetto a quella dell’AMB03) oppure un sistema di suspensurae analogo a quello conservatosi dell’adiacente calidarium (AMB03).
Al centro del vano è stata rinvenuta una fossa con tracce di bruciato interpretabile come l’alloggio di un braciere. Rimane dunque aperta e da verificare l’ipotesi sulla funzione di questo ambiente: non è da esclude l’ipotesi che il braciere potesse essere funzionale al riscaldamento di un recipiente d’acqua per la produzione di vapore acqueo e che quindi questo ambiente avesse potuto svolgere la funzione di sudatio.
Immediatamente all’esterno dell’ambiente, sul lato corto nord-ovest, si appoggia una vasca rettangolare per i bagni di acqua fredda (AMB011), non collegata a nessun sistema di riscaldamento a ipocausto. Di dimensioni limitate (rispetto all’altra grande vasca di acqua fredda, l’AMB09, posta poco più a nord-est) ha pianta rettangolare: stretti muretti in pietra formavano le pareti della vasca, rivestite internamente con cocciopesto isolante. Il fondo conserva ancora il massetto con le impronte sul letto di malta isolante di un’originaria pavimentazione a tessere laterizie quadrate, oggi non conservate. La datazione di questa struttura risulta abbastanza problematica soprattutto per la scarsa conservazione in elevato dei muri che non consente di poter individuare da dove fosse possibile l’immersione al suo interno; inoltre – essendo una vasca di piccole dimensioni – il rapporto stratigrafico di ‘appoggio’ delle sue pareti rispetto al muro divisorio con l’AMB04 potrebbe indicare, anche se non necessariamente, una fase di diversa e successiva di costruzione.
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- Area 1 - Settore D. Rinvenimento in strato (US 1399) di un'olla conservata integra per metà della sua forma
- Area 1 - Settore D. Rinvenimento in strato (US 1399) di un'olla conservata integra per metà della sua forma
- Area 1 - Settore D. Rinvenimento in strato (US 1399) di un'olla conservata integra per metà della sua forma
