Le murature e la sequenza costruttiva

Pianta interpretata del complesso termale

 

Classificazione tecnico-tipologica

L’analisi delle caratteristiche tecnico-tipologiche effettuate sulle murature conservate in fondazione o per una limitata porzione di alzato pertinenti le strutture murarie delle terme di Santa Cristina, hanno permesso l’identificazione di quattro tecniche ‘costruttive’ principali, con alcune varianti.

Le murature appartenenti all’impianto principale delle terme sono riferibili, nella quasi totalità, al Tipo 1: l’impianto costruttivo predilige in forma quasi esclusiva l’impiego di materiale lapideo per la realizzazione delle fondazioni dei muri perimetrali e dei setti murari interni delle terme, con un largo utilizzo di legante a base di malta di calce di ottima qualità. L’impiego dei laterizi è attestato in forma sporadica, nelle fondazioni delle murature perimetrali del primo frigidarium (Tipo 2, variante A, AMB09) e nelle fondazioni di alcune murature di ambienti esterni all’impianto termale vero e proprio (Tipo 2).

Laterizi interi sono invece attestati in una limitata porzione di paramento murario ancora conservata all’interno del primo calidarium (AMB03), funzionali all’ambiente stesso: i laterizi conservati infatti costituiscono parte del rivestimento parietale interno dell’ambiente, che proprio per le sue caratteristiche e per la maggiore conducibilità di calore del mattone richiedeva l’utilizzo di tale materiale.

L’utilizzo sistematico dei laterizi è invece attribuibile ad un periodo più tardo nella vita dell’impianto termale e caratterizza il paramento murario della nuova vasca adibita a frigidarium (AMB05) (Tipo 3), caratterizzata da murature a sacco con paramenti in mattoni interi organizzati su filari orizzontali e paralleli.

Murature in mattoni spezzati e di reimpiego sono invece attestate in ambienti esterni alle terme (Tipo 3, variante A), mentre il riuso di tegoloni per lo più spezzati e, più raramente, di coppi è caratteristico di un’epoca ancora più tarda, riferibile forse al periodo di dismissione delle terme stesse. Questo materiale è infatti attestato nelle murature del Tipo 4, misto a ciottoli e pietrame vario, e nella sua variante (Tipo 4, variante A), riferibili a zoccoli e basamenti in muratura pertinenti a strutture dotate probabilmente di un alzato in materiale deperibile.

 

Tipo 1: tecnica  costruttiva in pietrame misto cui si accompagna una periodica presenza di ciottoli di fiume, in pietre calcaree di medie e medio piccole dimensioni sotto forma di materiale lapideo sommariamente selezionato e non lavorato; in alcuni casi si è ricorsi ad una spaccatura sommaria degli elementi lapidei di maggiori dimensioni, al fine di adattarli alle esigenze della costruzione.

Le murature dove è attestata questa tecnica sono dotate di un legante a base di malta di calce, di ottima qualità, molto tenace e coeso.

Tipo 2: tecnica costruttiva in pietre calcaree di medie e medio piccole dimensioni (materiale lapideo sommariamente selezionato e di varia natura) cui si accompagna la sporadica presenza di elementi laterizi (interi o spezzati), in alcuni casi di coppi, distribuiti in maniera del tutto casuale.

Le murature dove è stata impiegata questa tecnica hanno in genere un legante di calce, anche se meno coeso e con una maggiore quantità di aggregati rispetto a quello attestato nel Tipo 1.

Tipo 2, variante A: la tecnica si distingue dal tipo principale per la tipologia del materiale litico impiegato, in prevalenza pietrame di piccola pezzatura cui si accompagna la presenza periodica di elementi laterizi (interi o spezzati), distribuiti in maniera del tutto casuale.

Le murature che impiegano questa variante della tecnica utilizzano prevalentemente un legante a matrice argillosa.

Tipo 3: tecnica costruttiva in laterizi organizzati su filari orizzontali e paralleli a chiudere un sacco interno in ciottoli e frammenti di laterizi. Le murature che attestano questa tecnica presentano nell’elevato l’impiego di laterizi interi mentre nello zoccolo di fondazione si nota l’utilizzo di mattoni frammentari e di riutilizzo.

Le murature che impiegano questa tecnica utilizzano un legate di ottima qualità, in malta di calce.

Tipo 3, variante A: tecnica costruttiva in laterizi per lo più spezzati e di riutilizzo, organizzati su filari tendenzialmente orizzontali con sacco interno in pietrame e frammenti di laterizi.

Le murature che impiegano questa variante della tecnica utilizzano un legate a base di malta di calce di scarsa qualità o a semplice matrice argillosa.

Tipo 4: tecnica costruttiva in laterizi e tegole di riutilizzo (quasi sempre spezzati), alternati a pietre e ciottoli di medio-piccole dimensioni.

Questa tecnica è attestata con un utilizzo prevalente di legante a matrice argillosa.

Tipo 4, variante A: la variante di questa tecnica costruttiva è caratterizzata per l’utilizzo quasi esclusivo di tegole, con o senza ali, di riutilizzo e, più rari, coppi.

Anche per la variante è attestato un utilizzo prevalente di legante a matrice argillosa.

 

 

Le murature e la sequenza costruttiva
Murature: TIPO 1
Murature: TIPO 1
Murature: TIPO 1
Le murature e la sequenza costruttiva
Murature: TIPO 2
Murature: TIPO 2
Murature: TIPO 2
Le murature e la sequenza costruttiva
Murature: TIPO 2-Variante A
Murature: TIPO 2-Variante A
Murature: TIPO 2-Variante A
Le murature e la sequenza costruttiva
Murature: TIPO 3
Murature: TIPO 3
Murature: TIPO 3
Le murature e la sequenza costruttiva
Murature: TIPO 3-Variante A
Murature: TIPO 3-Variante A
Murature: TIPO 3-Variante A
Le murature e la sequenza costruttiva
Murature: TIPO 4
Murature: TIPO 4
Murature: TIPO 4
Le murature e la sequenza costruttiva
Murature: TIPO 4-Variante A
Murature: TIPO 4-Variante A
Pianta interpretata delle murature