Il contesto

Castiglioncello del Trinoro, 1350 (Archivio di Stato di Siena)

E’ senz’altro questo il Castellione che fu donato dai Manenti di Sartiano in due riprese, nel 1117 e nel 1127, al monastero di S. Pietro in Campo.
In seguito - almeno dal 1185 - il possesso del castello sarebbe stato lungamente conteso tra l’abbazia del Vivo (alla quale era aggregato S. Pietro in Campo) e i Manenti.
Nel 1226 i monaci di S. Pietro in Campo ponevano a sé e i loro beni sotto la protezione del Comune di Siena: nella definizione dei confini del patrimonio monastico era indicato il Castillioncellum Latronum, ora forse per la prima volta attestato con questo nome, che sarebbe stato in seguito deformato nell’attuale Castiglioncello del Trinoro.
La sovranità sul castello venne rivendicata in quest’epoca dai Comuni rivali di Siena e di Orvieto: in un documento senese, stilato nel corso dei preliminari della pace di Poggibonsi (1235), si asseriva che “il castello, che gli Orvietani chiamano Castiglione dei Ladroni, ma il cui nome comune e autentico è Castiglione Senese” era compreso ab antiquo nel territorio di Siena.
Nel 1251 i monaci di S.Pietro in Campo e del Vivo e il rappresentante del Comune del castello sottomettevano formalmente il “Castiglione già detto dei Ladroni e oggi chiamato Castiglione Senese”; le autorità cittadine garantivano ai residenti una completa esenzione fiscale per dieci anni.
Ma scoppiava intanto la nuova guerra dei Senesi contro Firenze ed Orvieto, e con la pace del 1254 Castiglione fu nuovamente sottratto al dominio senese. Solo dopo la vittoria di Montaperti, nei capitoli di pace del novembre 1260, i Senesi riacquistarono il castello: pochi anni dopo vi finanziavano lavori di fortificazione (nelle aggiunte allo Statuto cittadino del 1262 vi è un accenno al cassero).
Nel 1275 Castiglione fu tra i castelli ceduti ai Salimbeni in cambio dei loro cospicui finanziamenti al Comune; agli inizi del ‘300 è attestata la denominazione Castiglione dei Salimbeni, e l’Estimo del 1318 registra il possesso dei Sambeni nel castello, con il suo cassero, e nel territorio.
Occupato dai Perugini alla metà del ‘300 e recuperato dai Salimbeni nel 1368, Castiglioncello del Trinoro fu acquisito direttamente alla sovranità della Repubblica nel 1419 (in seguito, sembra, ad una sollevazione degli abitanti contro i Salimbeni).
Posto a contado nel 1438, fu poi soggetto alla Repubblica in virtù di capitolazioni periodicamente rinnovate, fino al 1497, quando il rapporto di subordinazione fu dichiarato perpetuo.

Della cinta muraria è rimasta soltanto la porta senese in pietra, il cui arco è però probabilmente rifatto ed accanto una torre rotonda mozza di rozza muratura e con larghe crepe, con base a scarpa e cordone in parte scomparso.

La Chiesa di Sant'Andrea - Castiglioncello del Trinoro
La Porta Senese - Castiglioncello del Trinoro
Veduta della Val d'Orcia - Castiglioncello del Trinoro