16 Dicembre 2010
Se rimangono fondamentalmente valide le interpretazioni e periodizzazioni già tracciate sembra ormai possibile, alla conclusione delle cinque settimane di scavo della quarta campagna, affinare le ipotesi interpretative, per meglio definire l’evoluzione diacronica dell’insediamento e la distribuzione degli spazi all’interno del circuito murario.
In particolare, è ormai certo come non si debba assumere la torre di avvistamento, posta nella porzione centrale del pianoro quale fulcro iniziale attorno a cui si sviluppò l’insediamento. La messa in opera della struttura, infatti, va ad intaccare, il taglio di fondazione è chiaro da questo punto di vista, depositi e suoli di vita ad essa precedenti. Nella spazio successivamente occupati dagli ambienti 1 e 3, a ridosso della torre nel corso della passata campagna di scavo e dell’ultima sono state individuate tracce di una struttura, in pessimo stato di conservazione legate a lembi di battuto, che per successione stratigrafica sembra possibile riferire ai reperti databili al IX –X secolo.
Tale struttura, dismessa, venne poi sostituita (e tagliata) da una struttura in tecnica mista, zoccolo in muratura, elevato in terra (è stato individuato l’alloggio per un palo ligneo) e copertura in lastre e tegole reimpiegate.
La torre, immediatamente successiva, si inserisce quindi in spazi già insediati, che tecnica costruttive e reperti in strato si possono datare all’XI secolo, precedenti alla prima attestazione (1117) quando doveva essere già presente la torre. Mentre l’Ambiente 5 rimane in vita, è la struttura più importante per estensione planimetrica, la struttura di Ambiente 1, con zoccolo in muratura ed elevato in terra (è stato individuato l’alloggio per un palo ligneo) diventa funzionale alla torre. In questa prima fase doveva essere presente una cinta muraria, che successivamente, forse perché crollata o come conseguenza di semplice ristrutturazione, subisce un rifacimento. Lo dimostrano tanto lo scavo della scorso campagna di scavo in Area 2, tanto, soprattutto la messa in luce di un porzione della cinta in corrispondenza del limite nord ovest di Area 1, dove un’originaria apertura, con stipite, viene tamponata ed ammorsata al nuovo circuito murario. Purtroppo non è ancora possibile darne una lettura diacronica ben precisa essendone la sua messa in luce del tutto parziale. Al momento, infatti, è stata portata in luce solo una porzione della cresta in pessimo stato di conservazione e priva del paramento esterno, crollato.
In linea del tutto ipotetica, per il momento, si può cominciare a pensare ad un insediamento caratterizzato da torre e ambienti contigui, concentrato e difeso nella porzione sommitale del pianoro (Area 1) e l’apertura, con stipite, rinvenuta nella porzione nord-ovest e successivamente tamponata potrebbe rappresentare un originario ingresso. Nel corso del XIII secolo l’insediamento raggiunse una fase di piena maturità arrivando alla massima espressione di monumentalità. Risultato ottenuto attraverso un’importante ristrutturazione, riutilizzando in parte strutture delle fasi precedenti ed in parte costruendone ex novo.
La quarta campagna di scavo si protrarrà per altre due settimane, da svolgersi tra il 10 ed il 21 gennaio, con un numero ridotto di archeologi impegnati sul campo. Al fine di preparare il cantiere e svolgere i primi scassi con l'ausilio del mezzo meccanico, ad inizio anno un archeologo inizierà i primi lavori sul campo, che si dovrebbero concludere in pochi giorni. Il prolungamento è frutto dell’esigenza di chiudere il lotto dei lavori in modo da permettere i lavori di restauro e valorizzazione delle porzioni già scavate. L’indagine si concentrerà essenzialmente nelle porzioni settentrionali ed occidentali del circuito murario, al fine di verificare le ipotesi avanzate.