26 mag 2010
La struttura fusoria, che in fase preliminare si pensava legata all’ambiente rettangolare addossato alla torre di avvistamento, nella porzione ovest di Area 1, è invece successiva ed è forse legata ai lavori di ristrutturazione ed ampliamento di XIII secolo, quando il sito conosce la massima espressione di monumentalità. La rimozione dei livelli di crollo, all’interno dell’ambiente hanno consentito di mettere in luce una buca all’interno del perimetrale, interpretabile come alloggio per palo d’armatura del muro (Fig. 1-3 ).
Anche in questo ambiente si conferma ciò che era già emerso nel resto dello scavo, ovvero una preservazione della ripartizione degli spazi interni nel corso dei secoli. Nonostante le varie ristrutturazioni ed i vari ampliamenti, la distribuzione degli spazi viene infatti conservata, con i diversi ambienti ed i loro perimetrali messi in opera sulla base di una pianta a grandi linee preesistente.
All’interno di ambiente 2, preservando momentaneamente il forno da pane, si è suddiviso il settore in due porzioni. In quella meridionale si è portato in luce un’ulteriore porzione del muro pertinente all’ambiente 5 addossato al circuito murario ed alla cisterna, la cui indagine è stata temporaneamente sospesa (Fig.4-6 ). L’edificio, di forma rettangolare allungata, il più grande tra quelli al momento portati in luce, è databile per tipologia costruttiva e rapporti stratigrafici al XII secolo, fase di primo ampliamento del sito con la messa in opera della cinta muraria a cingere il poggio.
Il forno è invece legato ad una fase successiva, in cui la porzione di muro, ormai abbandonato viene coperto dal battuto.
In ambiente 6 si sta rimuovendo uno strato di argilla compatta interpretabile come livellamento della roccia naturale in quella che si è ormai configurato come uno spazio aperto.
Per la seconda volta, dopo l’esperienza della scorsa settimana, sullo scavo si sono tenute attività didattiche per l’intera giornata all’interno del Corso di gestione, comunicazione e conservazione dei beni archeologici dell’Università degli Studi Siena (Sede di Grosseto) con attività pratica di rilievo archeologico (Fig.7-8 ).