La scalinata della torre
Descrizione:
Gli spazi immediatamente esterni alla torre 1 ed ai due tratti di cinta che le si appoggiano presentano una situazione particolare, costituita da banchi di roccia oggetto di modificazioni antropiche e da uno strato di crollo la cui composizione e quota si distingue dal restante crollo generale che copre l’intera area di scavo. Il primo banco di roccia (US 19), posto In corrispondenza del limite Nord-Est del settore, è tagliato con regolarità, digradante dall'alto (in corrispondenza della soprastante Torre 1, di XII secolo) verso il basso ed ha forma rettangolare; gli evidenti tagli che lo caratterizzano sono finalizzati alla fondazione di un elevato in muratura. Questa parte del banco roccioso è libera (cioè non ha nessuna struttura sovrapposta); sul lato nord le si appoggia la torre, mentre su quello sud le si appoggia il muro (US 10) sul quale è aperta la porta di accesso al complesso “cassero” (XIII secolo).
Un secondo banco di roccia (US 20), distante dal primo circa 3 metri, ha andamento ovest-est “a salire” in direzione della torre ed è lavorato attraverso l’escavazione di tagli (US 21, US 22, US 23) funzionali alla risalita (in pratica costituiscono dei gradini).
Questo spazio era coperto da uno strato di crollo (US 18) che per le sue caratteristiche e per la quota (più innalzata) si distingueva nettamente dal vicino crollo (US 4) esteso sull’intera area di scavo. I due crolli erano infatti separati da una striscia nella quale non erano presenti pietre; inoltre il crollo US 18 aveva forma di un rettangolo stretto ed allungato, composto da pietre di piccola e media pezzatura.
Infine sono da segnalare due ulteriori elementi: la presenza di due lastre di pietra sovrapposte l’una all’altra in corrispondenza dell’angolo meridionale della Torre 1; la presenza di almeno altre cinque lastre simili crollate e posizionatesi tra lo spazio vuoto che divide i due crolli (US 18 e US 4) e lo stesso crollo generale coprente l’intera area di scavo (US 4).
Interpretazione:
Il complesso degli indicatori descritti costituiscono gli indizi superstiti di un impianto tipo scalinata in muratura che correva sul lato meridionale della torre, dando ad essa accesso, con un invito in corrispondenza del banco di roccia (US 20) sul quale erano stati intagliati alcuni gradini (US 21, US 22, US 23).
Il crollo US 18 rappresenta il collasso della struttura in muratura che ospitava i gradini della scalinata (in pratica una rampa); questa poggiava in gran parte sul banco di roccia (US 20) ed era direzionata est-ovest. Gli scalini (due ancora in posto) erano costituiti da lastre di pietra rettangolari, dello spessore di circa 20 cm e misure di 1 m x 30 cm.
La struttura era presente nella Fase I del castello ed è pertanto databile al XII secolo (la prima attestazione su fonte scritta risale al 1117, anno in cui il "Castellione" fu donato dai conti Manenti di Sarteano all'abbazia di San Piero in Campo in Val d' Orcia).
Anche nelle fasi successive (Fase 2 e 3), la scalinata sembra essere utilizzata per accedere alla Torre 1, con la nuova cortina muraria (US 10) realizzata durante il XIII secolo che le si appoggiava: non casualmente il banco di roccia più innalzato (US 19 ) è raggiunto da questa stessa cinta sul suo lato più basso e non si collega direttamente alla torre.
La scalinata in muratura doveva avere una forma, anche se di dimensioni più modeste, simile a quella esterna al Palatium di Montarrenti (Sovicille – SI).
Ipotesi ricostruttiva:
Il disegno visibile nella photogallery riproduce la scalinata vista dall'angolo sud-ovest dell'Area 2.
La ricostruzione, in pianta, si basa sulla disposizione reale dei resti murari rinvenuti in scavo.
In elevato, invece, il disegno è frutto di un'ipotesi ricostruttiva che prende spunto da dati archeologici e iconografici provenienti da altri contesti (si veda la pagina "ipotesi ricostruttive").