Periodizzazione
Periodo VI
Al momento la frequentazione più antica del sito rispetto a quanto attestato dalle fonti scritte (la prima menzione del castello è riferita alla cessione del Castellione dai Manenti di Sartiano al monastero di S. Pietro in Campo in due riprese, nel 1117 e nel 1127) come conferma il taglio di fondazione della torre di avvistamento (Periodo V), su strati legati ad una struttura in muratura e copertura in lastre, con un estensione planimetrica di forma rettangolare allungata e direzione nord sud. Tale struttura, individuata all’interno dello spazio occupato dal successivo Ambiente 3 (periodo III), probabilmente di XI secolo, come sembrano confermare il deposito individuato ed i materiali provenienti dalla prima ripulitura, databili tra X e XI secolo, è forse da mettere in relazione alla struttura fusoria individuata nel contiguo ambiente 1, ma ad esso precedente, anche in virtù di alcune scorie di fusione individuate all’interno dell’US 102.
Cronologia: prima delle fonti scritte (1117).
Periodo V
Fase 1 - Durante questo periodo doveva essere presente la torre di avvistamento, costruita direttamente sulla roccia, nella parte più alta del poggio. Alla torre, in corrispondenza dell’angolo sud, si appoggia un muro, legato dallo stesso tipo di malta, probabile resto di una cinta muraria precedente a quella meglio conservata sui diversi lati del poggio.
Sono poi riferibili a questo complesso una seconda torre ed un muro inclinato esteso in direzione est ovest, al limite tra Area 1 (campagna di scavo 2009) ed Area 2 (prima e seconda campagna di scavo 2010), realizzato in conci squadrati e con spessore, ora in vista, di circa 3 metri, la cui funzione sarà chiarita con certezza solo con il proseguio dello scavo. Tale muro rasato verrà utilizzato nel periodo successivo come fondazione per la porzione di cinta muraria appoggiata alla torre.
In via preliminare è già possibile avanzare una prima ipotesi, sulla base degli elementi individuati. La torre ed il muro inclinato in conci squadrati sono riferibili ad una grande struttura, che sarà forse possibile rintracciare al di sotto degli ambienti individuati in Area 1.
In corrispondenza del limite nord est del settore, la roccia tagliata è inoltre interpretabile quale originario alloggio di una scalinata di accesso al livello soprastante della torre, successivamente rasata ed obliterata insieme alla struttura impiegata quale semplice fondazione del muro di cinta. Faceva parte della scalinata anche il gradino in pietra ancora visibile sul lato sud della torre; su questa parete doveva quindi salire la scalinata.
Cronologia: seconda metà XI secolo
Fase 2 - In questa fase viene edificata l'imponente cinta muraria che circondava, per scopi difensivi, tutta la parte sommitale del poggio; lo spazio sommitale viene ulteriormente ripartito da due tratti di muro che si appoggiano alla torre e si impostano in parte sulla roccia naturale tagliata, ed in parte sulla rasatura del muro inclinato in conci squadrati di periodo V; il lato ovest, anche se in pessimo stato di conservazione, è in parte visibile allo stato di ruderi, infestati da vegetazione al limite della zona indagata e parzialmente messo in luce. Allo stato attuale dell’indagine, la porzione meridionale della cinta muraria coincide forse con il limite sud dello scavo, dove un muro in direzione est ovest sembra delimitare l’estensione del sito in questa fase. E’ possibile che il sito si estenda su tutto il pianoro e che la porzione di cinta muraria della zona meridionale sia da interpretare come il limite della sola parte signorile. Ipotesi tutta da verificare con il proseguio dell’indagine.
Cronologia: XII secolo
Periodo IV
Il periodo IV viene suddiviso in due fasi distinte di XIII secolo al momento non meglio definibili cronologicamente.
Fase 1 - Durante questo periodo viene costruito un imponente sistema di accesso con l’apertura nel circuito murario che circonda la parte sommitale del poggio di una porta con stipiti in pietra. Insieme alla porta venne edificato anche un muro che attraversa in direzione est ovest la porzione meridionale del pianoro sommitale. Una porzione di un muro inclinato di buona fattura (periodo V), insieme al precedente, creano uno spazio aperto centrale. Insieme alla porta di accesso viene presumibilmente costruita anche una scalinata che, sebbene in corso di scavo, doveva consentire un accesso ad una probabile platea o spazio aperto sopraelevato all’interno delle mura. In questo periodo dovevano essere presenti due torri, quella di avvistamento di periodo V ed una seconda, in corso di scavo nella porzione meridionale.
E’ probabilmente ascrivibile a questa fase la costruzione di una cisterna addossata alla cinta muraria (da verificare con il proseguio dell’indagine).
Fase 2 - E’ contraddistinto da una nuova importante ristrutturazione della parte sommitale, con la costruzione del piccolo ambiente 1 costruito a ridosso della cinta muraria e caratterizzato dall’impiego di una malta tenace di colore grigio.
Tra le due torri correva un muro in conci squadrati di buona fattura, in corrispondenza del quale viene costruito un nuova porta di accesso interna dalla caratteristiche monumentali. E’ caratterizzata da una strombatura verso l'interno, per una larghezza di circa un metro e mezzo. Negli stipiti sono stati individuati due fori di forma quadrangolare, probabilmente funzionali o all'alloggio di un palo per la chiusura della porta o all'inserimento dei cardini. Alla base dell'apertura, a circa 40 cm più in basso dai fori, è stata identificata una base di pietre legate da malta, interpretata come soglia. Sul lato meridionale della porta, quindi, lo stipite dell’ipotetico accesso interno originario (vedi Fase 1) viene riutilizzato per ricavare un piccolo ambiente rettangolare, forse interpretabile come posto di guardia per un armato.
Il complesso si struttura come un cassero caratterizzato da un sistema di accesso monumentale.
Cronologia: XIII secolo
Periodo III
La zona sommitale all’interno della cinta muraria venne ristrutturata nuovamente. A questo periodo sono ascrivibili la costruzione del nuovo ambiente 4, addossato alla cinta muraria e la seconda fase di vita all’interno dell’ambiente 3. A questo periodo è inoltre riferibile il forno da pane individuato nella porzione ovest di Area 1, addossato alla porzione di cinta muraria.
Cronologia: XIV secolo
Periodo II
L’intero complesso risulta essere abbandonato e destinato fondamentalmente a cava di materiale lapideo probabilmente per costruire alcuni dei fabbricati del nucleo insediativo. Sono riconoscibili chiare tracce di tali attività, evidenziata sia dall’opera di spoliazione e rasatura di gran parte dei muri, sia da focolari di cantiere allestiti sui loro crolli.
Cronologia: XV-XVI secolo
Periodo I
Destinazione ad area coltivata e poi incolta dell’intera sommità; era presente un piccolo edificio in mattoni, usato come rimessa, già cadente al momento dell’intervento archeologico.
Cronologia: età moderna e contemporanea